pubblicato il 28 giugno 2019 su fansourcenetwork.com
Capelli biondi, un gran sorriso e una gentilezza rara.
Steve Spagnuolo è venuto da me e…. si è presentato!
Chi avrebbe mai detto che avrei incontrato il Defensive Coordinator dei Kansas City Chiefs in Italia? L’occasione è stata il Venom Camp, un incontro fortemente voluto e ben organizzato da Bart Iaccarino che, con l’aiuto di Brock Olivo e degli Skorpions Varese è riuscito, per la prima volta in Europa a portare un intero staff tecnico della NFL (oltre a Spagnuolo, c’era anche l’intero staff dei Chicago Bears) per tre giorni di intenso lavoro che ha attirato partecipanti provenienti da diversi paesi europei.
A Varese, un’ora a nord di Milano, il Camp è stato creato per attrarre atleti europei e permetter loro di incontrare gli allenatori della NFL ed ottenere consigli dal meglio del meglio. Questa è stata davvero esperienza unica nel suo genere.

In questa occasione, il coach Spagnuolo ha gentilmente condiviso un po’ del suo tempo per rispondere alle nostre domande.
Buongiorno Coach Spagnuolo, ha iniziato la sua carriera al fianco di Andy Reid a Philadelphia. Com’è stato riunirsi con lui?
Sì, è vero, ho allenato dal 1999 al 2006 con Coach Reid a Philadelphia, abbiamo vinto molte partite di football e mi è piaciuto lavorare per lui allora. Sono felice di ritornare con lui adesso.
È stato fantastico riunirsi con lui perché è una vera relazione, quando sai cosa si aspetta il capo, cosa sta cercando, come funziona giorno per giorno, è sempre una transizione facile e agevole e penso che sia stato facile per entrambi, perché lui conosce il modo in cui io faccio le cose, e certamente conosco il modo in cui lui le fa. Lui è il capo, faremo le cose a modo suo e ci sono abituato.
Sai, quando sono diventato head coach, ho fatto un sacco di cose nel modo in cui lo faceva Andy Reid, perché credevo nel suo metodo di lavoro, quindi adesso è stata per me una transizione naturale e tranquilla.
Cosa L’ha attratta dei Kansas City Chiefs?
Un sacco di cose, il rapporto con Coach Reid ovviamente, ma anche l’opportunità di lavorare con grandi giocatori, hanno una buona squadra di football, erano a due passi dal Super Bowl l’anno scorso (Lui ha utilizzato l’espressione “four inches away” ndr), come tutti sappiamo. Voglio dire, le persone che ci lavorano, ed in particolare Andy, sono persone con le quali mi sento a mio agio, quindi è stata una conseguenza naturale.
L’anno scorso mi sono preso un anno di pausa, il che è stato molto utile e sfidante, ma allo stesso tempo è stato molto gratificante. E’ stato difficile uscire dal football, ma quando hai la possibilità di fare un passo indietro e vedere i giochi quando non sei profondamente coinvolto in una squadra o in un’altra, vedi molte cose che non hai mai visto prima, quindi è stato utile, e questo mi ha aiutato a prendere questa decisione finale per andare a lavorare per i Chiefs.
Allora, qual è il Suo stile di coaching?
Stile di coaching? Non so se ho uno stile di coaching. È più ciò in cui credo, l’allenamento è l’insegnamento. Voglio dire, tutto può sempre migliorare con un buon insegnamento, e penso che una parte di tutto ciò è dover mostrare rispetto ai giocatori con cui lavoro. Se sanno che li rispetti, penso che avrai lo stesso rispetto. E credo che in questa squadra in particolare, abbiamo nel complesso un gran gruppo di ragazzi. Penso che il mio stile abbia un sacco di energia, sia aggressivo durante le partite, gli allenamenti e porti tutti sulla stessa lunghezza d’onda.
Questa era una parte della mia prossima domanda … Dato che Lei è un uomo religioso e non è un segreto che la NFL sia un grande business, riesce a dare qualche consiglio a questi ragazzi attraverso l’allenamento o le riunioni, ad esempio? Immagino che possa essere difficile per alcuni di loro rimanere concentrati sul gioco e l’obiettivo finale a volte …
Penso che i ragazzi capiscano che sono un fervente cristiano ed ho Fede. Lo condivido una volta ogni tanto, ma non costringo nessuno a farlo. Spero solo attraverso le mie azioni di trasmettere chi dovrei essere.
Sai, direi questo, ci sono state un certo numero di volte in cui i giocatori sono venuti dopo le riunioni per fare domande sulla Fede e mi piace quella parte del lavoro. Essere un allenatore nella NFL è un grande business, molti soldi e lo sappiamo tutti – ma siamo ancora uomini con uomini che lavorano insieme. Non è solo football. Come uomini in questo mondo oggi, abbiamo la responsabilità di essere grandi leader e di far vedere chi siamo. E penso che la maggior parte dei ragazzi lo capisca e provi a esserlo, comunque ci sarà sempre qualcuno che va fuori strada …
Ma c’è un gran numero di giocatori che apprezzano il gioco così com’è, e sanno di essere fortunati e benedetti di fare questo lavoro. Penso che lo riconoscano e molti di questi ragazzi aiutano le persone, sono coinvolti in operazioni di beneficenza di cui i fans spesso nemmeno sono a conoscenza, la maggioranza di loro capiscono che devono aiutare la Comunità!
Parlando della difesa, Sa bene che l’anno scorso è stata un po’ deludente, quanto sarà diversa quest’anno? Cosa porterà di nuovo a questa nuova difesa?
Non so se sarà molto diverso … L’intera questione della difesa 4-3 o 3-4 riguarda davvero la difesa di base, e nel football di oggi non giochiamo molta difesa di base, di solito abbiamo un sacco di quello che chiamiamo sub-defense, con nickel e dime, penso che un gran numero di difese in campionato giochino così il 70% delle volte. Quindi tutti giochiamo allo stesso modo.
Penso che ci saranno un paio di sfumature e cambiamenti con questo nuovo gruppo di giocatori. Ci saranno alcune similitudini con quanto fatto l’anno scorso, ma lo scopriremo più avanti, ora abbiamo un sacco di nuovi giocatori in difesa. Scopriremo in cosa ognuno di loro è veramente bravo e quali qualità cercherà di mettere in mostra sul campo.
Ci sono giocatori che La hanno impressionata durante il minicamp?
Beh, molti di loro lo hanno fatto davvero! Abbiamo portato nuovi giocatori come Frank Clark, Tyrann Mathieu, un paio di nuovi CB, un paio di DB, la linea D è fantastica con giocatori come Alex Okafor, che è una vera sorpresa, quindi speriamo di poter mischiare e amalgamare tutti di questi ragazzi e trovare qualcosa di buono.
I nuovi volti porteranno qualcosa di speciale. Anthony Hitchens e Reggie Ragland sono ancora con noi, sono due forti linebacker, ed è molto utile che ci siano anche loro, ma penso che non sia sempre facile fare gruppo con tanti giocatori diversi e guidarli nella giusta direzione il primo anno. Questa sarà una vera sfida!
In questo momento ci sentiamo abbastanza bene, ma non abbiamo ancora giocato contro altri teams, non abbiamo giocato a football vero, non abbiamo ancora messo i pads, quindi stiamo solo aspettando il ritiro di luglio per vedere come si comportano tutti i ragazzi . Ci vorrà un po’ di tempo prima del training camp e delle partite di Pre-Season, prima di conoscere davvero cosa abbiamo per le mani.
Qualche nuovo leader emergente tra i nuovi e giovani giocatori?
Li sto tenendo d’occhio, ce ne sono un paio qua e là, ma rimarrò in silenzio su chi penso che siano. Perché mi piace vederli emergere da soli, penso che la leadership non inizi davvero finché non entri nel vivo dei giochi, contro un vero avversario, quindi sono davvero curioso di vedere già nella Pre-Season chi uscirà dal proprio guscio.
E per quanto riguarda gli allenamenti, com’è andare contro Mahomes?
Sì, è una sfida! Siamo stati un po’ fortunati perché Travis Kelce è in convalescenza, Tyreek Hill non c’era in primavera, e sappiamo quanto sono bravi. Andare contro un quarterback così, tutti i giorni, però, ci rende molto migliori; quando buoni giocatori possono giocare contro altri buoni giocatori, si elevano a vicenda. Quindi i ragazzi in difesa accolgono e apprezzano la competitività sul campo.
Quale Offense teme di più per la stagione a venire?
Bene, adesso come adesso, direi Jacksonville: sono quelli giochiamo per primi. Quando il calendario viene fuori, io mi concentro sempre sul primo game, questa è la tua prima sfida. Se guardi qualsiasi altra partita rispetto a quella, allora sei nei guai. Questa è una partita in trasferta, la prima partita della stagione, farà molto caldo, avranno un buon quarterback: Nick Foles e qualche grande talento in attacco, quindi i Jaguar sono i primi a cui sto guardando adesso.
Cosa ne pensa della stagione a 18 partite rispetto alle 16?
Voglio essere onesto con te, non ho davvero un’opinione su questo, è competenza Lega, qualunque cosa decideranno, la faremo, non importa. È più un argomento tra giocatori e proprietari, non è proprio il mio campo.
Sono solo felice di tornare in campionato, e sono disposto a allenare tutti i games che vogliono … Mi sta bene!

Considerazioni finali: Tutto quello che posso dire è che Steve Spagnuolo è un coach molto determinato e appassionato. E’ un appassionato del gioco e, ancora più importante, dei suoi giocatori. E’ già concentrato sulla prima partita della Stagione e ha un comparto difensivo rinforzato.
Vedremo molto velocemente di che pasta è fatto questo nuovo coaching staff.
Ora come ora la sua professionalità, dimostrata anche in questo weekend italiano, è di buon auspicio per il futuro dei Kansas City Chiefs.
Stay Tuned, Stay Kingdom!
Rachel Coltz

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