Come abbiamo perso il Super Bowl

Dopo lo shock emozionale della partita di Tampa sono stato ricoverato e mi hanno diagnosticato un disturbo bipolare temporaneo.

Questa mia condizione clinica, nasce dal fatto che la sconfitta subita dai Kansas City Chiefs ad opera dei Tampa Bay Buccaneers è stata una legnata così forte che la mia personalità si è sdoppiata e, da una parte, c’è la faccia razionale, che cerca di analizzare le motivazioni di un 9-31 e dall’altra la faccia che cerca di sviscerare e portare a galla il più grande furto fatto ai danni dei Chiefs negli ultimi anni.

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Analizzerò qui ciò che non ha funzionato mentre nell’altro articolo valuterò le teorie del complotto.

1°- Offensive Line inadeguata.

Purtroppo la nostra O-Line che si è presentata in campo non è la O-Line di inizio campionato, nè tantomeno quella che aveva vinto il Super Bowl l’anno scorso (LT Eric Fisher, G Stefen Wisniewski, C Austin Reiter, RG Laurent Duvernay-Tardiff, RT Mitchell Schwartz).

In preseason abbiamo perso LDT, che ha scelto di aderire al Covid OPT-OUT per aiutare, in quanto medico, nella lotta al coronavirus. Scelta nobilissima, gliene abbiamo sempre reso merito.

Mitchell Schwartz si è infortunato la schiena contro i Buffalo Bills a metà novembre e non è più rientrato.

Eric Fisher si è rotto il tendine di Achille durante l’AFC Championship game, sempre contro i Bills.  

Dannati Buffalo Bills!!

Al Super Bowl del Back to Back avevamo 2 dei titolari della finale dello scorso anno: Stefen Wisniewski e Austin Reiter, oltre a Nick Allegretti che aveva giocato qualche snap a Miami, ma che aveva dato buona prova di sé quest’anno. Quest’anno abbiamo schierato LT Mike Remmers, LG Nick Allegretti, C Austin Reiter, RG Stefen Wisniewski, e RT Andrew Wylie. In generale tutta la linea offensiva non è stata all’altezza di quella dello scorso anno. I due tackles Remmers e Wylie sono non sono davvero stati in grado di proteggere le incursioni dei Bucs. Vuoi perché meno rodati, vuoi perché la D messa a punto da Bowles (DC di Tampa) era davvero molto aggressiva, ben studiata, con una pressione continua ed efficace, in grado di annientare il nostro front five.

Mahomes, nella sua partita peggiore di sempre, la seconda senza touchdowns e la prima persa con più di un td di scarto, ha subito la maggior pressione che un QB avesse mai subito in un Super Bowl con oltre il 50% (29/56 dropbacks) ed ha dovuto correre per sopravvivere! Ha subito 3 sacks ma avrebbero potuto essere molti di più se non avesse sfiorato le 500yds (497per la precisione) tenuto anche conto che aveva un problema al piede: un vero Leone!!

2°- Drops sanguinosi.

La secondaria di Tampa ha lavorato bene quanto la Linea. Mahomes non aveva soluzioni di tiro. I ricevitori erano sempre raddoppiati e, purtroppo, i lanci arrivati on target sono spesso stati droppati in maniera inspiegabile e dolorosissima. Hill che per tutta la stagione ha dominato le secondarie avversarie non è mai entrato in partita, 7/10 ricezioni per soli 73 yards. Lo stesso Kelce (10/15 ric x 110yds) ha droppato troppo con David sempre sul collo. 21 incompleti sono tanti. Tutto questo ha portato ad un triste primato: ZERO PUNTI MESSI A TABELLONE DALLA OFFENSE.

3°- Troppi falli.

Lasciando perdere le chiamate arbitrali dubbie, abbiamo subito troppe penalità. 11 flags per un totale di 120 yards sono un’enormità!! Nel solo primo tempo ne abbiamo subite 8 per 98! E’ vero che in una finale ci si aspettava che venisse privilegiato lo spettacolo, ma dopo i primi richiami doveva esser subito registrata la cosa. Tra l’altro quella su Mathieu a fine primo tempo per Unsportsmanlike Conduct ha ucciso la Defense: nel secondo tempo aveva paura e non ha più giocato come avrebbe dovuto.

4°- Punter

Se da una parte gli unici punti messi a segno dai Chiefs sono stati fatti dal kicker Harrison Butker, il punter rookie Tommy Townsend ha fatto davvero un disastro. In una partita in cui la Offense arrancava e non segnava, sono state tante le occasioni mancate dal giovane 24enne. Dopo un punt di 51 yards nel primo drive, nel secondo ha calciato per sole 27. Nel terzo tentativo addirittura ha droppato la palla ma è riuscito a calciare per 56yds, sfortunatamente un nostro offside ha vanificato il risultato. Nel secondo tentativo ha calciato per 29yds. Rimpiangiamo un po’ Colquitt.

5° – Playcall

Col senno di poi è facile fare i coach, ed in Italia siamo tutti allenatori, ma davvero alcune chiamate sono state poco comprensibili e assolutamente inefficaci. Andy Reid non sembrava leggere la partita, come in generale tutto il coaching staff. I Bucs erano molto alti, coprivano sui lanci lunghi in maniera determinata e determinante, erano più deboli sul corto. Non sono stati attaccati dove erano deboli. Il running game non è stato praticamente eseguito: poche corse. Eccezion fatta per quelle di Mahomes, lui ha corso un sacco.

6°(Bonus) – Atteggiamento

Siamo stati arrendevoli fin dall’ingresso in campo. Nonabbiamo visto gli “occhi della tigre” nei giocatori. Non abbiamo visto il Leader Mahomes o lo stesso Kelce fare quell’opera mirabile di incoraggiamento e sostegno che avevamo visto nei confronti di Hardman nel AFC Championship Game. Sguardo fisso al chilometro, a volte sguardo basso… così non si vince un Super Bowl, non contro Brady.

Detto questo non credo, come molti avvoltoi si sono affrettati a dire, che i Chiefs siano finiti. Sicuramente è una brutta batosta, soprattutto perché mette in evidenza il fatto che un QB stellare non può nulla senza una buona squadra, ma chi ne conosce di football già lo sapeva.

In offseason dovremo ricostruire una offensive line con nuovi innesti di “peso”, io vedrei bene un Jason Kelce dagli Eagles, ma è lavoro di Veach ed abbiamo fiducia in lui.

L’anno prossimo avremo ancora da dire la nostra, il Run It Back non è finito!

GO CHIEFS!

Gianluca Poltz

About the author

Gianluca Poltz

Ho iniziato a tifare KC quando non era per niente "figo" e quando i ricordi di vittorie erano ben lontani. Ho creato Chiefs Kingdom Italia per offrire a tutti i tifosi italiani una piattaforma nella quale conoscersi e riconoscersi, che li possa aiutare a vivere sempre di più e meglio il fantastico mondo dei Kansas City Chiefs.

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