Bilanci e Previsioni

Dopo un lungo silenzio, che chiamerei apnea per rendere meglio l’idea della tensione vissuta in queste 18 week, siamo arrivati al momento della verità: i Play Off (PO).

Come ci arriviamo? Guadiamo prima dietro e poi avanti.

Guardando dietro non possiamo che fare un bilancio positivo. I dubbi, o timori che dir si voglia, nascevano anzitutto dal caso che ha tenuto banco nella preseason: la cessione di Hill ai Dolphins. Hill in questa season ha fatto sfracelli per ricezioni e yard guadagnate, addirittura i pluri infortuni di Tua (il QB di Miami, non si capisce bene se injuri prone o solo sfigato, considerato che ha collezionato ben 3 concussion!) sicuramente lo hanno anche limitato nella produttività e nei record segnati. Una perdita così importante e dolorosa, come ci dicemmo, consentiva però ai Chiefs di rifondare la squadra, con un forte innesto di giovani talenti dal draft. Come è andato l’anno di rifondazione? Bastano due parole: FIRST SEED. Per i meno introdotti, vuol dire che i Kansas City hanno vinto Division (la AFC West, per la settima volta consecutiva) e Conference (AFC), con uno score finale di 14-3. Le sconfitte sono arrivate coi Colts, coi Bills e con i Bengals. La sconfitta coi Colts è stata anomala, con una pessima prestazione di tanti ma soprattutto dello Special Team, con errori devastanti che hanno sostanzialmente compromesso una partita che si sarebbe vinta 99 volte su 100: ecco questa era la centesima! Comunque, come la statistica insegna, un campione anomalo non va considerato, proprio perché anomalo. Coi Bills è stato un bello scontro e dai visi lunghi a fine partita direi che la squadra era convinta di vincere: ma nella NFL queste sconfitte se incanalate bene possono essere molto salutari. Idem coi Bengals, dove una partita che sembrava ormai vinta è stata compromessa da un letale quanto inusuale strip sack ai danni di Kelce. Sono due sconfitte con due dirette antagoniste e ci possono stare. D’altra parte anche nel 2019, l’anno del SB vinto (con uno score di 12-4 in Regular Season), perdemmo in campionato proprio con Houston e Tennessee, che poi eliminammo con due storiche partite ai PO, con PM sugli scudi.

Vediamo reparti e individualità.

A mio giudizio, l’attacco è stato tutto sommato costante, non si può essere una macchina schiacciasassi 17 volte su 17, ma una media di quasi 30 punti a partita parla da sè. Miglior attacco della NFL, meno esplosivo rispetto a quando poteva contare su Hill, ma comunque spettacolare e ancora più efficiente potendo contare su un parco ricevitori globalmente migliore. JuJu a mio avviso si è mostrato il più affidabile: niente più stupidate da tiktok e tanta concretezza. Le mani sicure che tanto abbiamo cercato negli anni passati. Anche Toney è una grossa sicurezza: preso tardivamente dai Giants e quasi in sordina, settimana dopo settimana si sta affermando con forza. A New York lo rimpiangono, e hanno ragione. Hardman ha stupito continuando sui livelli dell’anno scorso: attualmente però è fermo da un po’ per infortunio. Un mezzo gradino più sotto metterei MVS: poche ricezioni ma con grandi guadagni. Infine, in crescita abbiamo Justin Watson e SkyyMoore, con quest’ultimo che si sta riprendendo dopo un po’ di guai fatti con lo ST (3 muffed punt sulla coscienza). Anche il gruppo TE sta crescendo, con prestazioni rassicuranti, mentre per il parco RB finalmente dà quella solidità tale da essere considerato come una valida alternativa al gioco aereo, che ne ha beneficiato di conseguenza. Il fiore all’occhiello è Pacheco, partito come ritornatore dello ST e arrivato ad essere titolare inamovibile. In coppia con McKinnon, rivelatosi anche ottimo ricevitore, sono tornati a ridare entusiasmo anche ai nostalgici di Kareem Hunt. Di CEH, attualmente infortunato, sembra che nessuno ne senta la mancanza.

Nota a parte per il nostro Magic Mahomes. Pur limitandosi quest’anno ad un gioco più tradizionale, la sua normalità vale un MVP quasi certo. Naturalmente un talento smisurato come il suo non poteva non lasciarci anche quest’anno delle perle da annali NFL. Tra le tante, citerei come più iconiche il tuffo in estensione per il TD contro i Seattle Seahawks (che ha tanto ricordato il leggendario lancio in tuffo durante il SB perso a Tampa) e il no-look pass per il TD di McKinnon, eseguito lanciando perpendicolarmente alla direzione di corsa, facendo passare la palla sopra la propria testa, contro i soliti Broncos. Da quando esordì in NFL come titolare proprio contro i Broncos, questa squadra –ahiloro- sembranoispirare particolarmente il nostro “Reaper” (nomignolo dato da Reid a PM dopo la la mitica partita contro i Bills dell’anno scorso).

La difesa era anch’essa un punto interrogativo, visto l’addio di Mathieu e di vari veterani. I tanti inserimenti dal draft facevano pensare ad un lento e progressivo inserimento, con continua ricerca di equilibri. Invece sotto la guida di Spagnuolo la squadra ha risposto benissimo, e giovani come Karlaftis e McDuffie si sono presi autorevolmente il posto di titolare. Con Gay finalmente sano, la coppia con Bolton, divenuto bandiera della difesa a suon di prestazioni, è divenuto un blocco insormontabile per i runneravversari (e sarebbe il caso di dire finalmente, dopo tanto penare negli ultimi due anni). Dunlap non ha fatto rimpiangere Reed, mentre dietro le secondarie hanno trovato nuovi equilibri e tutto sommato stanno reggendo bene. Il problema Thornill è rientrato, vien da pensare che i dissidi fossero con Mathieu e non con Spagnuolo, perché il ragazzo ora gioca sereno ed è tornato a buoni livelli. Sugli scudi anche Sneed, autore di tante giocate determinanti in questo campionato. Jones una certezza come sempre, ca va sens dire. Altri giocatori come Watson, Williams eChenal hanno alternato cose buone a qualche incertezza (soffriamo sempre su lanci profondi sulla sideline quando abbiamo opposti WR fisicamente potenti). Tuttavia la fisicità che hanno portato (e di cui c’era bisogno) ed il talento di cui sono dotati fanno ben sperare per il loro sviluppo….ricordiamoci che stiamo parlando di rookies! Insomma bilancio positivo anche per la difesa, che ha risposto presente quando c’è stato bisogno.

Lo Special Team è stata invece la nota dolente quest’anno. Negli anni passati punto di forza, quest’anno è stata causa di sconfitte (Colts) e vari momenti di difficoltà, facendo riaprire partite ormai avviate verso la tranquillità. Va anche detto dei problemi fisici di Butker, che non hanno certo aiutato, ma che ora sembrano risolti…o almeno lo speriamo vivamente perché sappiamo quanto sia determinante il kicker nel football.

Fatto un bilancio di quanto avvenuto, cosa possiamo aspettarci per il futuro prossimo, ovvero i PO? Io credo che le lezioni ultime, e con esse includo la sconfitta al championship con Cincinnati, siano state di insegnamento. Per arrivare al SB (e vincerlo) non basta essere i più forti, ma anche e soprattutto i più determinati (ed essere sani, aggiungerebbe qualcuno, memore di altre delusioni). Perciò credo che aver perso con Bills e Bengals sia stato molto salutare: è fondamentale saper soffrire e saper lottare fino all’ultimo secondo. L’ultima partita, vinta contro dei volitivi Raiders, la trovo molto rassicurante e di buon viatico per i segnali che ha dato: i ragazzi hanno giocato con determinazione e divertendosi, elemento che ritengo fondamentale. Lo ST è stato perfetto e anche Andy Reid ci ha messo del suo regalandoci una nuova chicca: l’huddle a girotondo non si era mai visto (battezzato Snow Globe).

Previsione? Scaramanticamente nessuna previsione, ma solo un consiglio: non prendete impegni per il 12 febbraio!!!

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