I Kansas City Chiefs, come abbiamo avuto modo di vedere negli ultimi giorni sui media, hanno scelto di inserire il running back Clyde Edwards-Helaire nella Reserve/Non-Football Related List, il che significa che l’atleta non giocherà quantomeno le prime quattro partite della Regular Season e, al suo posto, vedremo in campo il veterano Samaje Perine ed il rookie Carson Steele.
Il Running Back, prima scelta dei Chiefs al Draft 2020 (32°assoluto) è al suo quinto anno in NFL, ha totalizzato 223yards di corsa in 70 portate nelle 15 partite nel 2023 in cui ha giocato ma tuttavia ha saltato diversi allenamenti del Training Camp di quest’anno a St.Joseph a causa di una malattia.

Ma quali sono le motivazioni che hanno indotto i Chiefs a decidere di mettere a riposo Edwards-Helaire?
L’ex campione di LSU, 25 anni, ha rivelato sui social media a fine luglio di soffrire di PTSD (disturbo da stress post-traumatico) ed ha spiegato ai giornalisti di soffrire di nausea e vomito a causa di ciò, tanto da dover talvolta ricorrere al ricovero in ospedale.
“Ho PTSD e sindrome del vomito ciclico”, ha detto, riconoscendo il merito all’allenatore atletico della squadra Julie Frymyer per avergli fornito aiuto. “Quindi è qualcosa di neurologico per il quale cercano di aiutarmi e superarlo“.

“A volte vengo ricoverato in ospedale, non riesco a smettere di vomitare”, ha aggiunto. “Niente può fermarlo. L’unica persona che mi ha in qualche modo messo sulla strada giusta è stata Julie Frymyer all’inizio, che mi ha dato delle medicine quando stavo avendo un attacco, per farmi superare la crisi. Ma è una disidratazione davvero, davvero grave, perdo peso molto velocemente. E’ come non esserci… Una disidratazione davvero grave… ma in realtà è solo una questione di mancanza di idratazione a livello mentale” ha affermato Edwards-Helaire.
Ma da cosa deriva questo disturbo da stress post traumatico?

CEH indica in un incidente di quasi sei anni fa, del 22 dicembre 2018, la causa.
Il running back dei Kansas City Chiefs ed il suo migliore amico e compagno di squadra della Louisiana State University, Jared Small sono stati coinvolti in una sparatoria nel 2018 a Scotalandville, Louisiana.
Il diciottenne Kobe Johnson ha tentato di derubare i due mentre gli stavano vendendo un articolo elettronico. Uno dei giocatori ha sparato con la propria arma uccidendo Johnson.
Le autorità non hanno rivelato quale giocatore abbia sparato ed il pubblico ministero ha affermato che i due hanno risposto con un uso giustificabile della forza. Edwards-Helaire, dal canto suo, non è entrato nei dettagli, se non per dire che lui ed un amico si sono trovati in quella che ha definito “una situazione di autodifesa“.
“Direi che è probabilmente da lì che deriva la maggior parte delle cose“, ha detto Edwards-Helaire, “Non direi necessariamente che tutto derivi da lì… Ho grandi amici che sono morti in giovane età a causa della violenza delle armi da fuoco, semplicemente perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato e so di avere persone vicine a me o intorno a me che… potrebbero trovarsi nelle mie stesse situazioni“.
“I miei primi due anni, cercavo solo di bloccare tutto fuori e pensavo, ‘Oh, a un certo punto lo supererò’“, ha confidato. “E inizi a realizzare che questo semplicemente non accade. Invecchi e ti rendi conto, ‘Ehi, non importa l’età, non importa la persona, non importa la situazione, tutti hanno bisogno di aiuto ad un certo punto.’ Ci vuole coraggio per parlarne e avere il PTSD e affrontarlo una volta che le persone lo tirano fuori, non è qualcosa di cui vorrei sempre parlare. Non so mai veramente come reagirà il mio corpo o la mia mente, è solo qualcosa che non riesco a individuare o sapere esattamente cosa accadrà.”
“Penso che parlare sia una cosa importante, ma si tratta semplicemente di superare personalmente quella gobba, di essere in grado di sapere onestamente che tutti attraversano momenti belli (e) brutti… È un trampolino di lancio. Ho solo 25 anni e sto cercando di vivere il resto della mia vita in modo sano“.
Sicuramente quanto accaduto a febbraio al Championship Rally di Kansas City durante le celebrazioni per la vittoria del Superbowl ha purtroppo accentuato il malessere di Edwards-Helaire. Ricordiamo che in quell’occasione è stato al centro dell’attenzione quando ha protetto e confortato un ragazzino durante i concitati momenti della sparatoria che ha portato al ferimento di 22 persone e alla morte di Lisa Lopez-Galvan.
Per quel gesto la Uvalde Foundation For Kids, un’organizzazione nazionale senza scopo di lucro che si dedica a porre fine alla violenza nelle scuole, creata dopo il mass shooting alla Robb Elementary School di Uvalde, in Texas, lo ha aggiunto alla lista del National Heroism Award.

Edwards-Helaire è uno dei giocatori più apprezzati dei Chiefs: il suo umorismo e la sua positività sono una scintilla per tutta la squadra. Quindi, quando soffre di attacchi di PTSD e sindrome del vomito ciclico, i suoi compagni di squadra se ne accorgono.
“È una di quelle cose che all’inizio, i ragazzi che prestano attenzione come Travis [Kelce] e Kadarius [Toney], a volte sanno in anticipo, tipo, ‘OK, Clyde non sta ridendo, non sta ridacchiando, non è se stesso.'”
L’Offensive Coordinator dei Chiefs Matt Nagy ha parlato di Edwards-Helaire ed ha detto: “per quanto mi riguarda; la vedo solo dal punto di vista personale. Abbiamo tutti diverse situazioni che attraversiamo e Clyde è una persona davvero speciale“, ha detto Nagy. “È un grande essere umano”.
“Penso che, numero uno, tutti in questo edificio vogliano assicurarsi che Clyde stia bene da quel punto di vista, che sia felice e si diverta in tutto ciò che fa, perché quando è nell’edificio, è fenomenale. Quindi questa è la cosa principale, e poi tutto il resto si risolve da solo.”

Probabilmente anche per questa attenzione nei suoi confronti e per l’amore che ha saputo costruirsi intorno, i Kansas City Chiefs hanno deciso di continuare a pagare CEH nonostante l’inserimento nelle Reserve/Non-Football Related Illness List preveda la sospensione dello stipendio settimanale.
Noi non possiamo che augurargli di ritrovare, quanto, prima una pace interiore e stare meglio, per poter poi tornare a divertirsi sul campo da gioco!
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz

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