Il Re è nudo!

Come solo questo meraviglioso sport consente, anche quest’anno la Regular Season dei Kansas City Chiefs è stata completamente diversa da quanto ci si aspettava. 

Un anno fa ci siamo lasciati con una platea ammutolita per lo stupore, quando i Chiefs da underdogs hanno vinto le 4 partite consecutive che le hanno consentito di alzare il Lombardi Trophy, terza squadra nella storia della NFL a riuscirvi in un “back to back”, e a consacrarsi come nuova dinastia, succedendo ai New England Patriots del duo Brady-Belichick.

E oggi ritroviamo una platea nuovamente ammutolita, stavolta per…paura!

Sì, perchè è stata una Regular Season strana, che ha dato adito a tante polemiche, analisi e dibattiti sui Chiefs: la fortuna, gli arbitri, gli infortuni….ma alla fine i Chiefs sono tornati ad essere i Chiefs, la squadra che tutti oggi temono.

Ripercorriamo velocemente questa RS appena finita. 

Possiamo individuare 3 elementi caratterizzanti: i numerosi infortuni, l’annata opaca di Patrick Mahomes e la fortuna. 

Tutto è cominciato con un grave infortunio alla spalla a Marquise “Hollywood” Brown, l’acquisto più importante dell’estate 2024 e su cui erano puntati i riflettori per l’hype che si portava dietro.

Il tempo di perdere le 3 partite di preseason tra l’indifferenza generale e si comincia col botto: la prima di campionato è contro i Baltimore Ravens, accreditati come sicuri finalisti del SuperBowl scorso, ma tornati a casa (anzi, rimasti a casa) prematuramente dopo aver incrociato i Chiefs sul loro cammino.

Ed è la prima vittoria “fortunata”: per un alluce troppo lungo in end zone (ricezione di Isaiah Likely out of bounds per la punta del piede sinistro), i Ravens restano sul [20-27] all’ultimo secondo.

Week 2 e troviamo i Cincinnati Bengals: anche qui vittoria di un possesso, anche meno, [25-26], grazie ad un field goal trasformato da Harrison Butker all’ultimo secondo, dopo una contestata pass interference di Daijahn Anthony sul nostro Rashee Rice

Di episodi particolari ne avremo altri: per restare a quelli più clamorosi, citiamo l’harakiri di Las Vegas con l’errore all’ultimo snap e il field goal all’ultimo secondo di Denver stoppato da Leo Chenal, entrambi coronati da relativa vittoria finale dei coriacei Chiefs.

Si parla di squadra fortunata?

Ci può anche stare, i titoli si vincono anche con la fortuna, ma mai senza di essa.

Però dobbiamo anche osservare che tanti episodi non sono questione di fortuna, quanto di differenza di preparazione e di mentalità: se un Leo Chenal blocca un field goal è segno di ferrea volontà, fede nei propri mezzi e talento fisico.

Se il Centro dei Raiders sbaglia il coordinamento con il suo QB allo snap, non è sfortuna, quanto piuttosto una preparazione non perfetta, non al 100%. Se succede nel momento topico della partita, è segno che è una inadeguatezza del nostro avversario, non abituato (o non capace) a gestire freddamente quei momenti.

Ma già l’aver nominato prima Butker e Rice, due elementi dominanti del roster del Missouri, ci fa tornare all’argomento infortuni: se il primo salterà solo 4 partite (intervento in artroscopia al menisco) -e sappiamo quanto sia determinante il suo ruolo-, il secondo salterà l’intera stagione (scontro con Mahomes con lesione posterolaterale del ginocchio), anche se è tutto da vedere se il nostro WR tornerà ad essere quello di prima.

Come se non fosse già abbastanza, Isiah Pacheco anche va out per mesi a causa della frattura della tibia rimediata proprio contro i Bengals in Week 2. Si infortunerà Mecole Hardman (ginocchio), ritrovatosi per breve tempo inopinatamente come ultima speranza del reparto WR, e si infortunerà Jaylen Watson (frattura di tibia e perone), scombinando una difesa fino a quel momento perfetta e scopertasi improvvisamente con la panchina troppo corta.

A tutti questi disastrosi infortuni (tacendo di Felix Anudike-Uzomah ed altri player meno rilevanti), si aggiunge che le speranze Carson SteeleWanya Morris, Kingsley Suamatala e Skyy Moore sono ancora troppo acerbe per la NFL, se non inadeguate. Tutto ciò condito da prestazioni di Mahomes in ombra e con statistiche basse: mai un rate così basso, mai così tanti intercetti. 

Quindi…mancati i Playoff? 

No signori: 9^ vittoria consecutiva della Division e 1st Seed assicurato in anticipo sul calendario!

Ciò è stato reso possibile da due elementi, a mio giudizio, indubbi: la competenza e capacità della società, che ha saputo muoversi sul mercato efficacemente e rapidamente, e la resilienza della squadra.

Così Brett Veach ci ha regalato un fuoriclasse come DeAndre Hopkins, un campione come Kareem Hunt ed altri elementi validi come JuJu Smith Schuster (anche lui poi in Injury Reserve per qualche week a causa di un infortunio alla caviglia).

Così DHop ci ha regalato alcune perle ma soprattutto ha attirato su di sé le attenzioni delle secondarie avversarie (e se ai PO arbitreranno più fiscalmente prepariamoci a vedere parecchie flag a nostro favore) lasciando spazi per gli altri nostri ricevitori.

Kareem Hunt si è rivelato, numeri alla mano, anche più efficace di Pacheco: una bestia da soma indomabile che ha perfino messo a posto il roccioso DE Maxx Crosby

Ed è emersa la volontà, o meglio la mentalità vincente della squadra, che ha contribuito a fare la differenza in campo.

Tra tutti, citerei Joe Thuney che ha risolto il pericoloso problema della mancanza di un LT all’altezza. 

E poi c’è sempre Lui, PM2: se fosse un QB normale, le statistiche definirebbero questa sua annata come mediocre, ma il Grim Reaper è lì, dormiente, pronto ad emergere quando occorre e a fare la differenza.

Se occorre il winning drive, sai che se hai contro PM sei condannato (chiedere a Baker Mayfield). E tutte le volte che è necessitata l’esperienza, il tocco di fantasia, l’invenzione vincente, lui si è fatto trovare pronto.

Ed infatti questa stagione PM ha perso solo contro dei favolosi Buffalo Bills, autori di una prestazione talmente perfetta da far pensare che Andy Reid abbia volutamente nascosto le sue carte per scoprire quelle del più quotato contender di quest’anno.

Quando sono finalmente rientrati i titolari, abbiamo incontrato Houston (10-7) e Pittsburgh (10-7) : due vittorie una più convincente dell’altra contro due squadre dei PO: niente fortuna, niente favori arbitrali, solo football vincente.

Così tutti hanno visto i veri Chiefs: il Re è nudo! … ed è calato il silenzio perché questa squadra al completo fa paura! 

Come ha detto Mitch Holthus in suo felicissimo commento:

-“You can doubt the Chiefs.

You can dislike the Chiefs.

You can disrespect the Chiefs. 

But you’re gonna have to deal with the Chiefs!

E questa squadra, Signori e Signore, può veramente ambire al Three-Peat.

R.Camarda

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