Cade l’imbattibilità a Vegas

Regular Season week 18

Quella dell’Allegiant Stadium è stata una partita strana, brutta, quasi un paradosso per come si è sviluppata: pochi punti, tanto nervosismo e un finale che chiude una stagione che è stata una beffa per i tifosi dei Kansas City Chiefs.

Alla fine i Las Vegas Raiders vincono 14-12 grazie a un field goal da 60 yard di Daniel Carlson a pochi secondi dalla fine, il più lungo della sua carriera, che ribalta il vantaggio momentaneo dei Chiefs e consegna la vittoria ai padroni di casa.

La partita è rimasta in bilico per tutti i 60 minuti, ma è impossibile girarci intorno: l’attacco dei Chiefs è stato assolutamente deficitario, non da Chiefs.

Con Patrick Mahomes assente, l’alternanza tra Chris Oladokun e Shane Buechele non ha mai prodotto ritmo, continuità o reale pericolosità.

Nessuno dei due è riuscito a sviluppare il gioco, a tenere viva una serie offensiva o a dare l’impressione di poter controllare la partita.

Un attacco piatto, prevedibile, spesso costretto a vivere di singole giocate e mai davvero in controllo del campo, come dimostrano anche le sole 168 yard offensive complessive prodotte da Kansas City.

Fin dall’inizio si è capito che la partita l’avrebbe vinta il team che avrebbe sbagliato di meno.

E alla fine, a pesare, sono stati proprio i dettagli.

Con l’assenza di Mahomes cade anche un piccolo-grande record della recente AFC West: i Chiefs perdono per la prima volta all’Allegiant Stadium, spezzando una striscia di imbattibilità che li vedeva 6-0 in quello stadio dal 2020, inclusa la vittoria al Super Bowl LVIII giocato proprio lì.

In una gara del genere finiscono per emergere soprattutto le difese e gli special teams.

I ragazzi di Steve Spagnuolo hanno giocato con convinzione, cercando di tenere viva una partita offensivamente complicata: pressione costante, placcaggi dietro la linea e fisicità.

Nick Bolton, come spesso accade, è stato un riferimento continuo al centro della difesa.

Sul piano degli special teams, Matt Araiza ha fatto, come al solito una partita convincente, chiamato al punt in 6 occasioni, ha piazzato 3 volte la palla all’interno delle 20yard avversarie, lo stesso Harrison Butker ha tenuto a galla Kansas City con quattro field goal, compreso quello da 41 yard nel finale che aveva riportato i Chiefs avanti [12-11] a poco più di un minuto dalla fine.

Peccato poi per la gestione dell’orologio non impeccabile da parte di Andy Reid.

Spiace rilevarlo, ma è innegabile.

Dall’altra parte Daniel Carlson ha risposto colpo su colpo, segnando da 32, 23, 55 e infine 60 yard, il calcio della vittoria che ha chiuso definitivamente la stagione di Kansas City.

La giocata che cambia che ha cambiato l’inerzia emotiva della partita è arrivata nel secondo tempo: la safety subita da Shane Buechele, agevolata da una colpevole mancanza di efficacia del offensive tackle Chukwuebuka Godrick, con il quarterback fermato in end zone dalla pressione dei Raiders.


Due punti pesantissimi, in una partita dove ogni dettaglio pesava come un macigno.

A rendere il quadro ancora più complicato ci ha pensato anche il nervosismo.
La penalità per condotta antisportiva fischiata alla panchina dei Chiefs racconta bene la frustrazione di una squadra che sapeva di non riuscire a trovare soluzioni offensive e che, col passare dei drive, ha perso lucidità e disciplina.

Eppure, in mezzo a una serata offensivamente disastrosa, qualcosa di buono è emerso.

Brashard Smith ha portato energia e dinamismo ogni volta che è stato coinvolto, mostrando accelerazioni e voglia di prendersi responsabilità in un attacco che faticava persino a muovere le catene:
56 yard su corsa, 2 ricezioni e 4 ritorni di punt, l’unico vero fattore di imprevedibilità.

Sul lato difensivo, Nohl Williams ha giocato una partita solida e ordinata, con buone letture e presenza fisica costante:
6 placcaggi, 1 sack, 1 tackle for loss, 1 QB hit e due passaggi deflettati.

Prestazioni da giocatori affidabili, rookies che possono costruirsi un ruolo vero nel tempo.

E poi c’è Travis Kelce, che anche in una partita così complicata riesce a entrare nella storia.

Con una delle poche connessioni offensive della serata, supera quota 13.000 yard ricevute in carriera, diventando il tight end più veloce di sempre a raggiungere questo traguardo, in sole 192 partite.

Un risultato leggendario, che certifica ancora una volta la grandezza di uno dei migliori di sempre, indipendentemente dal contesto.

I Chiefs escono sconfitti, con l’amaro in bocca e con tante domande aperte.

L’attacco visto a Las Vegas non è accettabile per gli standard di Kansas City, ma la difesa ha lottato, alcuni giovani hanno risposto presente e le indicazioni su cosa va corretto sono fin troppo chiare.

Lasciamo questa stagione agli almanacchi: una stagione deludente, chiusa con il record di 6-11, ma che dovrà servire da base per ripartire con nuovo slancio.

Quando hai una mentalità vincente, le sconfitte insegnano molto più delle vittorie.

Il Kingdom tornerà a vincere!

GO CHIEFS!

Gianluca Poltz

About the author

Gianluca Poltz

Ho iniziato a tifare KC quando non era per niente "figo" e quando i ricordi di vittorie erano ben lontani. Ho creato Chiefs Kingdom Italia per offrire a tutti i tifosi italiani una piattaforma nella quale conoscersi e riconoscersi, che li possa aiutare a vivere sempre di più e meglio il fantastico mondo dei Kansas City Chiefs.

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