Il Colosso dai piedi d’argilla

No, non sto citando la Bibbia né ho intenzione di rievocare Diderot e l’Impero Russo, ma molto più prosaicamente l’intento è di mettere a fuoco le paure di un tifoso Red&Gold, specie dopo il traumatizzante ultimo SB, per capire cosa aspettarsi per la nuova RS.

E partiamo proprio dalla precedente, lasciando da parte commenti emotivi e cercando solo di analizzare i fatti. Per la RS 2020, i fatti dicono che la stagione è stata dominata dai Chiefs, con un 14-2 finale che è risultato il miglior score dell’intera Lega. Non solo, la squadra ha in genere vinto abbastanza facilmente le partite, mettendo subito in cascina il risultato e poi gestendo il garbage time, senza affondare più i colpi. Questa facilità di vittoria è nata soprattutto da un attacco dominante ancorchè spettacolare: la Defense si è rivelata nella media, classificandosi appunto 16ma, la OL ha mostrato dei limiti ma anche grazie alla grande mobilità e lucidità di Mahomes non ci sono stati grandi danni, lo Special Team si è mostrato sopra la media. Di fatto la squadra non è mai sembrata andare realmente in affanno, anzi ha evidenziato un Mahomes ancor più maturo nell’infondere tranquillità e sicurezza nella gestione del tempo. Le sconfitte sono maturate con le due rivali di divisione, Raiders e Chargers (Denver non pervenuta quest’anno), che hanno messo in difficoltà KC anche negli altri due match che hanno visto i Chiefs uscire vincitori (ricordiamo che le squadre della stessa divisione si incontrano due volte: in casa e fuori casa). Ma si sa che le partite divisionali sono diverse dalle altre. I più temuti incontri, quelli con Ravens, Bills, Bucs, e Saints hanno dato meno pathos del previsto, sebbene vada riconosciuto che le difese delle ultime due hanno molto impressionato, al punto da poter quasi riaprire la partita.

Arrivati ai PO, la dea bendata è sembrata girarsi altrove. Seppur vincendo contro Cleveland (con qualche patema) e contro Buffalo (nonostante un inizio ad handicap), tra infortuni vari, in campo e fuori (ci si riferisce all’incidente stradale causato dal figlio dell’HC Reid, con risvolti penali), si è cominciato a respirare un’aria diversa. Giunti al SB, il capolavoro di Arians, lì dove tutti avevano tentato ma nessuno era riuscito: non far giocare Mahomes. In realtà più che non farlo giocare, è riuscito a togliergli il tempo giusto per i suoi lanci, complice una O-line inadeguata, per limiti individuali e di gruppo essendo inedita a causa degli infortuni (ma la storia è nota). I piedi d’argilla del colosso: la O-Line!

Alla fine del SB sono risultate due certezze:

  1. Mahomes è un marziano: di questo SB resterà l’iconica immagine del suo lancio perfetto in tuffo, cadendo (poi droppato indecorosamente), e l’incredulità della panchina di Tampa davanti alle sue magie (cadute nel vuoto);
  2. La O-line è da rifondare. Fosse solo per quel patrimonio col numero 15 da preservare almeno per i prossimi 10 anni.
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La poca creatività di Reid, la mancanza di determinazione della squadra, la giornataccia degli arbitri, la pessima prestazione di alcuni elementi chiave (da Townsend a Hill) sono tutti elementi a contorno, tutti insieme rivelatisi determinanti (“la tempesta perfetta” l’ha chiamata con una illuminata definizione un eccelso collega e tifoso), ma non è detto che si possano/debbano ripetere.

Dunque il punto da cui far partire il 2021 era intervenire sulla O-Line. E Veach, forse il migliore GM attualmente in NFL, non le ha mandate a dire: è sotto gli occhi di tutti come sia intervenuto drasticamente, rifacendo la linea completamente ed in soli tre mesi. Nel Kingdom l’entusiasmo è già alto per una O-Line che per alcuni è già la più forte della Lega e si utilizzano già nomignoli come “the wall”. Obiettivamente, va detto che giocatori come Schwartz sono difficilmente sostituibili, ma Thuney è un player di pari livello (e pagato come tale). Fisher il suo dovere lo ha svolto più che dignitosamente, ma è anche vero che era in calo e in quest’ultimo campionato a volte non è stato all’altezza delle aspettative. Orlando Brown, preso con una trade giunta come un fulmine a ciel sereno, dunque costituisce sicuramente non solo un upgrade, ma anche un’ipoteca per il futuro. Poi ci sono un mix di forti veterani, come LDT che rientra da opt-out o Long richiamato dal ritiro, affiancati a giovani talenti come Niang ed il rookie Creed Humphrey. Confermato chi ha fatto benino, come Remmers (nel suo ruolo però), e Wylie, diciamo che al di là di facili entusiasmi ci sono comunque tutte le premesse per far bene e coltivare legittime speranze di andare oltre.

Ma allora perché parlare ancora di “piedi di argilla” se abbiamo una O-Line con tutti i crismi? Molto facilmente, proviamo a guardare l’Off Season dei Chiefs, al netto dei movimenti -necessari- per la O-Line. Poca roba, direi, considerato un draft privo di primo e terzo round (cedute ai Ravens per la trade di Orlando Brown) ed una FA di soli rincalzi. Entriamo nel dettaglio per poter giungere a conclusioni.

ATTACCO

Serviva un WR ed un secondo TE, ma anche un po’ più di profondità al reparto RB. Sono arrivati rispettivamente Cornell Powell (sesto giro, pick 181) e Noah Gray (sesto giro, pick 162 facendo anche trade-up per assicurarselo) dal draft e McKinnon ex 49ers. Considerati i rispettivi reparti, per Gray e McKinnon può andar bene, ma la vera need a mio avviso era il WR e Powell allo stato è solo una scommessa. D’altro canto dobbiamo osservare però che Watkins nel 2020 non ha quasi mai giocato e quando ne ha avuto l’occasione non ha fatto niente di memorabile. Dunque se senza WR2 titolare KC ha comunque dominato, perché non dovremmo andar bene anche nel 2021? E così sia…

Penso che dovremo aspettarci un ritorno ad un gioco più equilibrato come percentuale tra corse e lanci, sia perché questa O-Line fa prevedere di lavorare bene anche coi varchi per le corse, sia per dare modo a tutti i nuovi di inserirsi e rodarsi. D’altra parte anche la Stagione appena finita Reid la cominciò con molti giochi di terra (la partita coi Broncos ad esempio), mentre invece l’attacco aereo è uno dei più forti di sempre della NFL.

D-LINE

La sensazione è che si stia lavorando nell’ombra per il futuro, ricordato che abbiamo un Frank Clark che con molta probabilità l’anno prossimo saluterà, considerato l’alto ingaggio e le prestazioni non proprio all’altezza dello stipendio. Sono arrivati a rinforzo della linea l’esperto Jarran Reed, Kamalei Correa (LB che non disdegna di giocare in linea come rush linebacker) e Joshua Kaindoh (quest’ultimo dal draft, quarto giro, pick 144): ovvero un elemento valido, un rincalzo ed una speranza. Con l’innesto di Reed possiamo sicuramente parlare di una miglioria comunque.

SECONDARIA

Non ci giro intorno: secondo me il punto debole quest’anno sarà la secondaria. Vediamo, partendo dai più talentuosi. Mathieu è una certezza ed è l’unico punto fermo. Poi abbiamo Sneed e Thornhill che sono molto promettenti, specie il primo, ma devono fare i conti con gli infortuni. Sneed ne ha riportati due durante l’ultima Stagione (il secondo durante il Championship coi Bills: sarà un caso se finchè è rimasto lui in campo il temutissimo Diggs è risultato non pervenuto?); Thornhill ne ha patito uno a fine 2019 che gli ha comportato un 2020 sotto tono. Poi menzionerei due veterani, Sorensen ed Hitchens, che sono due “pezzi di cuore”. Sorensen “Dirty Dan, sebbene tecnicamente limitato, lascia sempre il segno nei PO (come non ricordare come sventò il trick play dei Titans nel mitico Championship 2019 o il touchback contro i Browns nel Divisional 2020). Hitchens è sempre affidabile: e come non volergli bene quando ti fa la giocata giusta al momento giusto! Poi abbiamo Gay, che faceva intravedere cose discrete quando si è fermato (infortunio ad entrambe le caviglie!), Baker, ex primo round, anch’egli fermato immediatamente da una frattura (fors’anche un po’ sfigato…ma restiamo sul tecnico!), Breeland, che fece un buon 2019 ed un incostante 2020 (condizionato da squalifica ed un infortunio) al momento non ha firmato, nè si sa se ritornerà. Infine Ward, che ha giocato un 2020 in calo, costellato da tante flag al punto che pareva che i QB avversari lanciassero apposta nella sua zona. Dunque tanti giocatori injured prone o con dubbi in tal senso, a parte il livello non eccelso. Aggiungiamo che questa Defense quando si innervosisce o va in difficoltà causa tante, troppe flag, e questo già da qualche anno (consultare i tabellini del Championship 2018 ed il SB 2020/21). Spagnuolo, il DC, ha un po’ migliorato la situazione, ma siamo ancora lontani dal modello Belichick (ordine e disciplina assoluta). A fronte di tutto ciò, il 2021 ci ha portato Nick Bolton, LB draftato con la pick assoluta n. 58 (secondo round), il ILB Kamali Correa, ex JAX, e la S Will Parks, ex DEN. Il rookie sembra effettivamente di belle speranze e potrebbe guadagnarsi un posto da titolare rapidamente. Invece, i due veterani serviranno solo a dar profondità al reparto o si riveleranno adeguati titolari? Questo potremo cominciare a vederlo solo da settembre, ma è evidente che le preoccupazioni ci siano.

Ma d’altra parte, che gusto ci sarebbe a vincere senza soffrire?

Red Canvas

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