C’è sempre una storia dietro le scelte di fine Draft. Non sono i nomi che aprono i titoli, non sono i giocatori attesi. Ma spesso sono quelli che raccontano meglio la filosofia di una squadra. I Kansas City Chiefs, con la scelta numero 249 del Draft NFL 2026, hanno deciso di puntare su Garrett Nussmeier: un quarterback che non arriva per cambiare subito le gerarchie, ma per entrare in un sistema e crescere. Una scelta silenziosa, ma tutt’altro che casuale.
Una crescita rallentata dagli infortuni

La carriera universitaria di Nussmeier è fatta di attese e accelerazioni. Per tre stagioni resta nell’ombra, poi nel 2024 si prende il ruolo da titolare a LSU e risponde con numeri importanti: oltre 4.000 yard lanciate e 29 touchdown in 13 partite. Nel 2025 gli infortuni ne frenano la crescita, ma chiude comunque con quasi 2.000 yard e 12 touchdownin nove gare. Il totale dice 7.699 yard e 52 touchdown in carriera. Numeri che non raccontano un dominio continuo, ma una traiettoria di sviluppo — ed è proprio questo che interessa a Kansas City.
Il giudizio degli scout

Non è un quarterback da prima pagina, ma nemmeno una scelta casuale.
Nel suo board pre-draft, l’analista di The Athletic Dane Brugler lo aveva inserito come terzo miglior quarterback della classe, dietro solo a Fernando Mendoza e Ty Simpson.
«Il talento del braccio e il controllo dell’attacco sono qualità di base che tendono a tradursi bene nella NFL», ha scritto Brugler nella sua analisi.
Un giudizio che spiega la scelta dei Chiefs: non upside spettacolare, ma caratteristiche compatibili con un sistema evoluto.
Il peso del cognome

Nussmeier non arriva da solo. È figlio di Doug Nussmeier, ex quarterback NFL (NO Saints, Denver Broncos, Indianapolis Colts, Chicago Bears) e oggi coordinatore offensivo dei New Orleans Saints. Una presenza che ha segnato profondamente la sua formazione. Cresciuto tra playbook e spogliatoi, Garrett ha vissuto il football come un ambiente naturale. Secondo Brugler, è proprio il padre “la figura più influente nella sua crescita come giocatore e come persona”.
Non una semplice eredità genetica, ma una educazione al ruolo.
Il passaggio decisivo al Senior Bowl

Dopo una stagione condizionata dagli infortuni, Nussmeier arriva al Senior Bowl con una necessità: dimostrare di essere ancora un prospetto credibile. Risponde da MVP.
Lo stesso Brugler, presente a Mobile per The Athletic, lo ha definito “il quarterback più consistente della settimana”, sottolineando la precisione nei lanci e la capacità di leggere le difese.
«Ha mostrato qualità NFL nel braccio e nelle decisioni, con un livello di controllo che gli altri quarterback non hanno avuto», ha scritto Brugler. Una prestazione che, probabilmente, ha riaperto le porte del Draft.
Dalla Louisiana alla NFL: dodici traslochi

La storia personale di Nussmeier è quella di un giocatore abituato ad adattarsi. Dodici traslochi durante l’infanzia, città diverse, contesti diversi. Eppure, un punto fermo: Lake Charles, in Louisiana, dove è nato e che continua a considerare casa. Ha giocato al liceo tra Florida e Texas, prima di trovare stabilità a LSU. Un percorso che racconta una qualità spesso invisibile: la capacità di assorbire il cambiamento.
Perché Kansas City lo ha scelto

I Chiefs non avevano bisogno di un quarterback. Con Patrick Mahomes al centro del progetto, il ruolo è definito. Ma avevano bisogno di profondità, di sviluppo, di un profilo che potesse crescere dentro il sistema di Andy Reid senza pressione immediata. Nussmeier è esattamente questo: non un titolare, non un progetto mediatico, ma una scommessa tecnica. È una scelta che riflette una convinzione: anche nei dettagli, anche nelle ultime chiamate del Draft, si costruisce la continuità di una squadra vincente.
Antonio Ferrantino

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