Il training camp di St. Joseph è ormai alle porte e, dopo aver analizzato quarterback, running back, wide receiver e tight end, è arrivato il momento di concentrarsi sul reparto che più di ogni altro potrebbe determinare il successo dell’attacco dei Kansas City Chiefs nel 2026: l’Offensive Line.
Nonostante la presenza di due All-Pro come Creed Humphrey e Trey Smith e gli importanti investimenti effettuati da Brett Veach negli ultimi anni, molti analisti continuano infatti a collocare la linea offensiva dei Chiefs lontano dall’élite della NFL. Un giudizio che lascia spazio a più di qualche dubbio e che rende il training camp ancora più interessante: Kansas City ha davvero un problema davanti a Patrick Mahomes o, al contrario, questo reparto è semplicemente sottovalutato?
L’offseason ha portato con sé cambiamenti significativi. Il più evidente è stato l’addio di Jawaan Taylor, rilasciato dopo tre stagioni. Se da un lato Kansas City perde un tackle di esperienza, dall’altro è probabile che i tifosi non sentiranno troppo la mancanza delle sue ormai celebri false partenze e delle penalità che, troppo spesso, hanno complicato il lavoro dell’attacco. Anche Wanya Morris ha salutato il Missouri per gli Atlanta Falcons, lasciando ulteriore spazio a una nuova generazione di offensive linemen.
La risposta della dirigenza è stata chiara: invece di cercare grandi nomi sul mercato, Brett Veach ha deciso di puntare sulla crescita dei giovani già presenti a roster e su innesti mirati come Jaylon Moore e Josh Simmons. Una scelta che racconta la fiducia dello staff tecnico nei confronti di un reparto che potrebbe rivelarsi molto migliore di quanto venga comunemente percepito.

Proprio in riferimento allo staff tecnico, a differenza di altri reparti offensivi dove Andy Reid ha deciso di intervenire, la linea offensiva continuerà a essere affidata ad Andy Heck (OL Coach dal 2013). Una scelta che testimonia la fiducia della franchigia in uno dei coach più longevi dello staff, chiamato ora a valorizzare una linea profondamente rinnovata e a trasformare il potenziale dei giovani tackle in certezze per il futuro.
Attualmente i Chiefs possono contare su quindici offensive linemen. Alcuni hanno già un posto praticamente assicurato nel roster finale, mentre altri dovranno conquistarselo durante il training camp. Le gerarchie principali sembrano ormai delineate, ma la competizione per gli ultimi posti promette di essere una delle più combattute di tutta l’estate.
Prima ancora dei touchdown di Mahomes o delle magie di Andy Reid, però, sarà proprio questa linea offensiva a dover dimostrare che le aspettative della franchigia sono ben riposte. Perché, come insegna ogni stagione NFL, le grandi squadre si costruiscono partendo dalla linea di scrimmage.
Per riuscirci, Kansas City dovrà trovare risposte soprattutto in una posizione che negli ultimi anni ha rappresentato un’autentica spina nel fianco: quella dei tackle.
Offensive Tackles
Josh Simmons: il talento che può cambiare il volto della linea

Quando i Chiefs hanno selezionato, lo scorso anno, Josh Simmons al Draft, molti addetti ai lavori hanno parlato di una delle migliori “value pick” dell’intera classe.
La sua stagione da rookie è stata però tutt’altro che semplice.
Dopo aver recuperato dal grave infortunio al tendine rotuleo subito a Ohio State, il giovane tackle era riuscito a conquistare il posto da titolare all’inizio della stagione, mostrando fin da subito il talento che aveva convinto Brett Veach a selezionarlo al primo giro.
Il suo percorso si è però interrotto prima per una delicata situazione familiare che lo ha costretto ad allontanarsi temporaneamente dalla squadra e, successivamente, per un infortunio al polso che ha chiuso anzitempo la sua stagione dopo appena otto partite da titolare.
L’offseason, però, racconta una storia completamente diversa.
Simmons si è presentato agli allenamenti con una trasformazione fisica evidente: un fisico più asciutto, una muscolatura decisamente più definita e un approccio completamente rinnovato alla preparazione atletica.
Il tackle ha spiegato di aver perso peso come naturale conseguenza del lavoro quotidiano in palestra, passando a circa 285-290 libbre, con l’obiettivo di ritrovare gradualmente i 300 entro l’inizio della stagione senza rinunciare all’esplosività e all’atletismo che rappresentano le sue qualità migliori.
Anche Andy Reid ha sottolineato come la sua forza e la sua leva naturale gli permettano di giocare ad altissimo livello senza dover necessariamente raggiungere i pesi tradizionali di un offensive tackle NFL.
Oltre al lavoro sul fisico, Simmons ha dichiarato di essersi concentrato soprattutto sulla continuità tecnica e sullo studio degli avversari, consapevole che nella NFL il talento da solo non basta.
Il training camp rappresenterà quindi il primo vero banco di prova della sua seconda stagione: se riuscirà a trasformare il potenziale mostrato a sprazzi nel 2025 in rendimento costante, i Chiefs potrebbero aver finalmente trovato il left tackle destinato a proteggere Patrick Mahomes per molti anni.
Jaylon Moore: l’occasione della carriera

Tra gli acquisti della free agency, Jaylon Moore è probabilmente quello che porta con sé il maggior numero di interrogativi.
Arrivato dai San Francisco 49ers, Moore ha trascorso gran parte della sua carriera nel ruolo di riserva, dimostrando però affidabilità ogni volta che è stato chiamato in causa. Proprio questa continuità, unita alle sue doti atletiche e alla capacità di giocare su entrambi i lati della linea, ha convinto Brett Veach a puntare su di lui.
Nei primi allenamenti Moore è stato impiegato prevalentemente sul lato destro, entrando nella competizione per il ruolo di right tackle. Non sarà una sfida semplice, ma lo staff tecnico sembra credere che abbia ancora margini di crescita importanti.
Per un giocatore che finora ha vissuto soprattutto nell’ombra, questa rappresenta probabilmente la migliore opportunità della carriera per conquistare un posto stabile tra i titolari di una squadra che punta nuovamente al SuperBowl. Sarà in grado di coglierla?
Esa Pole: la sorpresa che nessuno si aspettava

Ogni training camp dei Chiefs regala almeno un nome destinato ad attirare l’attenzione degli osservatori. Quest’anno uno dei candidati principali sembra essere Esa Pole.
Il giovane offensive tackle ha impressionato positivamente durante gli allenamenti organizzati della primavera, guadagnandosi numerosi snap con la prima e la seconda squadra. Nonostante abbia ancora poca esperienza rispetto ad altri compagni di reparto, il suo sviluppo tecnico sta procedendo rapidamente.
La battaglia per il ruolo di right tackle non riguarda soltanto Jaylon Moore.
Pole rappresenta infatti una concreta alternativa e potrebbe ritagliarsi uno spazio importante qualora continuasse il percorso di crescita mostrato negli ultimi mesi.
Anche se partire come titolare sarebbe oggi una sorpresa, il training camp potrebbe cambiare rapidamente le gerarchie.
Ethan Driskell: un progetto ancora in costruzione

Fisico imponente, braccia lunghissime e caratteristiche ideali per il ruolo di offensive tackle.
Ethan Driskell continua ad essere uno dei prospetti più interessanti da sviluppare all’interno del roster dei Chiefs.
Dopo aver trascorso il primo anno imparando il sistema offensivo di Andy Reid, arriva a questo training camp con maggiore esperienza e una migliore conoscenza delle richieste tecniche dello staff.
La concorrenza sarà estremamente elevata, ma proprio la sua crescita durante l’ultimo anno potrebbe consentirgli di giocarsi concretamente un posto tra le riserve.
Chukwuebuka Godrick: il percorso continua

Tra le storie più particolari del roster dei Chiefs c’è senza dubbio quella di Chu Godrick.
Arrivato attraverso l’International Player Pathway Program, Godrick ha dovuto imparare praticamente tutto sul football americano professionistico. Anno dopo anno, però, il suo sviluppo è stato costante e lo staff tecnico continua a credere nelle sue potenzialità.
Rispetto alle stagioni precedenti arriva al training camp con un vantaggio importante: conosce ormai il sistema offensivo, ha accumulato esperienza negli allenamenti e ha già avuto l’opportunità di vedere il campo in alcune occasioni.
Non avendo ancora convinto a pieno, per conquistare definitivamente un posto nel roster dovrà dimostrare maggiore continuità tecnica, ma il percorso intrapreso lascia pensare che possa ancora ritagliarsi un ruolo all’interno della squadra.
Matt Waletzko: l’ultima occasione

Matt Waletzko rappresenta uno dei nomi meno discussi del reparto, ma questo non significa che il training camp sarà poco importante per lui.
L’ex tackle di North Dakota arriva a St. Joseph con la necessità di convincere lo staff tecnico di poter rappresentare una valida alternativa nelle rotazioni della linea offensiva.
Le qualità atletiche non gli sono mai mancate, ma finora non è riuscito a trovare continuità a livello NFL.
In un reparto dove la concorrenza è particolarmente elevata, ogni allenamento e ogni snap della preseason potrebbero fare la differenza.
Per Waletzko questa estate potrebbe rappresentare una vera prova d’appello.
Il quadro dei tackle
A poche settimane dall’inizio del training camp, la situazione appare piuttosto chiara.
Josh Simmons sembra destinato a raccogliere il testimone come left tackle del futuro, mentre sul lato destro la competizione tra Jaylon Moore ed Esa Pole rappresenta uno dei duelli più interessanti dell’intero roster offensivo.
Alle loro spalle, Driskell, Godrick e Waletzko proveranno invece a conquistare uno dei preziosi posti disponibili tra le riserve, sapendo che Andy Reid ha sempre dato enorme importanza alla profondità della linea offensiva.
Ed è proprio questa profondità che potrebbe fare la differenza durante una stagione NFL lunga e logorante.
Se oggi la linea offensiva viene considerata un’incognita, è soprattutto perché tutti gli occhi sono puntati sui due tackle.
Il cuore del reparto, però, continua a poggiare su due autentici All-Pro come Creed Humphrey e Trey Smith.
È attorno a loro che Andy Reid ha ricostruito la linea offensiva dei Chiefs.
Interior Offensive Linemen
Se il ruolo dei tackle sarà uno dei temi più seguiti del training camp, è all’interno della linea offensiva che Kansas City continua a costruire le proprie certezze.
Negli ultimi anni il trio formato da Creed Humphrey, Trey Smith e, più recentemente, Kingsley Suamataia ha rappresentato una delle basi su cui Andy Reid ha ricostruito il reparto.
Attorno a loro ruotano alcune riserve affidabili e giovani prospetti pronti a sfruttare qualsiasi opportunità.
Kingsley Suamataia: dalla difficoltà alla consacrazione

La stagione da rookie di Kingsley Suamataia è stata tutt’altro che lineare.
Chiamato inizialmente a ricoprire un ruolo molto delicato, ha incontrato inevitabili difficoltà contro i pass rusher NFL, pagando lo scotto del salto di categoria. Lo staff tecnico, però, non ha mai smesso di credere nelle sue qualità e ha continuato a lavorare sul suo sviluppo.
Il cambio di prospettiva è arrivato nel corso della stagione, quando è stato impiegato con maggiore continuità come guardia. Una scelta che ha permesso di valorizzarne la potenza fisica e l’aggressività nel gioco di corsa, limitando alcune difficoltà emerse negli spazi aperti contro i migliori edge rusher.
I Chiefs sembrano intenzionati a proseguire su questa strada e tutto lascia pensare che sarà lui il left guard titolare all’inizio della stagione.
La sua crescita rappresenta uno degli aspetti più importanti dell’intera offensive line: se continuerà a migliorare, Kansas City potrebbe aver trovato un titolare affidabile anche in questa posizione.
Creed Humphrey: il punto di riferimento

Quando nel Draft 2021 i Chiefs selezionarono Creed Humphrey, pochi immaginavano che sarebbe diventato così rapidamente uno dei migliori centri della NFL.
Oggi Humphrey non è soltanto il leader della linea offensiva: è uno dei giocatori più importanti dell’intero roster.
La sua capacità di leggere le difese, modificare le protezioni prima dello snap e mantenere un livello di rendimento estremamente elevato lo rende uno dei punti fermi dell’attacco di Andy Reid.
Non è un caso che venga regolarmente inserito tra i migliori interpreti del ruolo nelle classifiche di analisti e addetti ai lavori.
La sua presenza garantisce stabilità a tutto il reparto e rappresenta un enorme vantaggio per Patrick Mahomes, soprattutto contro le difese più aggressive.
Se i Chiefs vogliono tornare a dominare in attacco, gran parte del lavoro passerà ancora una volta dalle mani del numero 52.
Trey Smith: il gigante silenzioso

Ci sono giocatori che fanno parlare di sé per le dichiarazioni.
Altri lo fanno semplicemente dominando ogni domenica.
Trey Smith appartiene decisamente alla seconda categoria.
Scivolato fino al sesto giro del Draft 2021 a causa delle preoccupazioni mediche emerse durante il percorso universitario, Smith si è trasformato in una delle migliori guardie offensive della lega.
La sua forza è impressionante, ma ciò che colpisce maggiormente è la costanza con cui riesce ad imporsi sia nella protezione del quarterback sia nel gioco di corsa.
Negli ultimi anni è diventato uno dei pilastri dell’attacco dei Chiefs, guadagnandosi pienamente la fiducia della franchigia.
Per molti osservatori forma insieme a Humphrey una delle migliori coppie centro-guardia della NFL, un elemento fondamentale per la solidità della linea offensiva.
Se Creed Humphrey rappresenta il cervello della linea offensiva, Trey Smith ne è probabilmente il cuore.
Il training camp servirà soprattutto a consolidare un’intesa ormai rodata, più che a mettere in discussione il suo ruolo.
Hunter Nourzad: la prima alternativa

Non tutti i giocatori devono essere titolari per risultare fondamentali.
Hunter Nourzad rappresenta perfettamente questa categoria.
La sua versatilità gli permette infatti di ricoprire sia il ruolo di centro sia quello di guardia, caratteristica estremamente apprezzata da Andy Reid.
Durante la sua prima stagione ha accumulato esperienza apprendendo il sistema offensivo dei Chiefs e ora arriva al training camp con una maggiore consapevolezza.
Difficilmente partirà tra gli undici iniziali, ma è uno dei candidati più credibili per diventare la principale riserva degli interni della linea.
In una stagione NFL, dove gli infortuni rappresentano quasi una certezza, avere un giocatore affidabile e capace di coprire più posizioni può fare un’enorme differenza.
Mike Caliendo: quando la fiducia vale più dei riflettori

Esistono giocatori che fanno parlare di sé ogni domenica. Mike Caliendo appartiene invece a quella categoria di professionisti che diventano fondamentali proprio perché non fanno mai notizia.
Non finirà spesso negli highlights, probabilmente non attirerà l’attenzione dei grandi media, ma ogni volta che viene chiamato in causa riesce a svolgere il proprio compito con professionalità.
Lo staff tecnico conosce perfettamente le sue qualità e continua a considerarlo una pedina importante per la profondità del reparto.
La possibilità di essere impiegato in più posizioni interne rappresenta un valore aggiunto che potrebbe garantirgli ancora una volta un posto nel roster finale.
In un reparto ricco di giovani prospetti, l’esperienza accumulata negli ultimi anni potrebbe rivelarsi un vantaggio decisivo.
La situazione degli “interni”
A differenza di quanto accade tra i tackle, dove alcune gerarchie devono ancora essere definite, all’interno della linea offensiva i Chiefs sembrano avere idee piuttosto chiare.
Creed Humphrey e Trey Smith rappresentano due autentiche certezze, mentre Kingsley Suamataia appare sempre più saldo nel ruolo di left guard.
Alle loro spalle, Hunter Nourzad e Mike Caliendo offrono quella profondità che Andy Reid considera indispensabile per affrontare una stagione lunga diciotto settimane.
La vera competizione, però, non è ancora finita.
Nella parte finale del roster ci sono diversi giocatori pronti a contendersi gli ultimi posti disponibili, e proprio da quella lotta potrebbero emergere alcune delle sorprese più interessanti del training camp.
Se il nucleo della linea offensiva sembra ormai definito, il training camp sarà decisivo per assegnare gli ultimi posti disponibili. Come accade ogni anno, Andy Reid e Brett Veach non valuteranno soltanto il talento puro, ma anche la versatilità, l’affidabilità e il contributo agli special team.
Per chi parte più indietro nelle gerarchie, ogni allenamento e ogni snap della preseason potranno fare la differenza.
C.J. Hanson: esperienza da mettere a disposizione

Tra i giocatori che proveranno a ritagliarsi uno spazio c’è anche C.J. Hanson.
Dopo aver girato diverse franchigie NFL, Hanson arriva a Kansas City con l’obiettivo di mettere la propria esperienza al servizio dello staff tecnico. Non è il classico prospetto su cui costruire il futuro, ma un giocatore che conosce il mestiere e che può rappresentare una soluzione affidabile in caso di necessità.
Per conquistare un posto tra i 53 dovrà però dimostrare di poter offrire qualcosa in più rispetto ai giovani in crescita, soprattutto dal punto di vista della versatilità.
Tremayne Anchrum Jr.: un veterano in cerca di continuità

Anche Tremayne Anchrum Jr. rientra nella categoria dei giocatori chiamati a sfruttare ogni occasione.
Le sue esperienze con Rams, Seahawks e Texans gli hanno permesso di accumulare minuti preziosi in NFL, ma finora non è mai riuscito a trovare una collocazione stabile.
Kansas City potrebbe rappresentare una nuova opportunità.
La capacità di giocare in più posizioni interne costituisce il suo principale punto di forza, ma dovrà convincere lo staff tecnico di poter garantire continuità durante tutta la stagione.
Kahlil Benson: il rookie da seguire

Tra i volti nuovi della linea offensiva, Kahlil Benson è uno dei profili più interessanti.
Arrivato come undrafted free agent, ha attirato l’attenzione dello staff durante gli allenamenti primaverili grazie all’intensità mostrata e alla predisposizione al lavoro.
Per un rookie non scelto al Draft conquistare un posto nel roster dei Chiefs è tutt’altro che semplice, ma negli ultimi anni Brett Veach ha dimostrato più volte di non avere alcun pregiudizio nei confronti degli undrafted quando il rendimento sul campo lo giustifica.
Benson partirà inevitabilmente dalle retrovie, ma il training camp rappresenta la sua occasione per dimostrare di poter diventare un progetto su cui investire.
Dalton Cooper: una possibilità da costruire giorno dopo giorno

Anche Dalton Cooper arriva a St. Joseph consapevole che dovrà guadagnarsi ogni opportunità.
Il percorso che porta un giovane offensive lineman a entrare stabilmente nel roster dei Chiefs è raramente immediato. Servono tempo, sviluppo tecnico e capacità di adattarsi a un sistema offensivo particolarmente complesso.
Per Cooper l’obiettivo iniziale sarà quello di convincere lo staff tecnico a puntare su di lui come elemento di sviluppo, magari conquistando un posto nella practice squad e continuando il proprio percorso di crescita all’interno dell’organizzazione.
Le possibili gerarchie
Salvo sorprese durante il training camp, la linea offensiva con cui Kansas City potrebbe presentarsi alla Week 1 appare piuttosto delineata.
Left Tackle: Josh Simmons
Left Guard: Kingsley Suamataia
Center: Creed Humphrey
Right Guard: Trey Smith
Right Tackle: Jaylon Moore
Alle loro spalle, Hunter Nourzad e Mike Caliendo sembrano partire con un leggero vantaggio tra gli interni, mentre sul fronte dei tackle la competizione tra Esa Pole, Ethan Driskell, Chu Godrick e Matt Waletzko promette di essere una delle più interessanti dell’intera estate.
Naturalmente il training camp e le tre gare di preseason potrebbero modificare queste gerarchie, soprattutto nelle posizioni di rincalzo.
Le domande a cui il training camp dovrà rispondere
Le settimane di lavoro a St. Joseph serviranno soprattutto a chiarire alcuni aspetti fondamentali.
Josh Simmons sarà pronto fin dall’inizio della stagione?
Jaylon Moore riuscirà a trasformare una grande opportunità nella definitiva consacrazione come titolare?
Kingsley Suamataia completerà il proprio processo di crescita all’interno della linea?
Chi riuscirà a conquistare gli ultimi posti disponibili dimostrando di poter garantire affidabilità in caso di emergenza?
Sono interrogativi destinati ad accompagnare tutta l’estate dei Chiefs.
Considerazioni finali

Negli ultimi anni la linea offensiva dei Chiefs ha vissuto un continuo processo di trasformazione.
Dalla ricostruzione seguita al SuperBowl LV fino alle scelte più recenti di Brett Veach, ogni intervento è stato guidato dalla volontà di mantenere Patrick Mahomes nelle migliori condizioni possibili.
Oggi il reparto sembra aver trovato un nuovo equilibrio.
Humphrey e Trey Smith rappresentano due delle migliori certezze della NFL nei rispettivi ruoli. Kingsley Suamataia è chiamato a confermare i progressi mostrati nella passata stagione. Josh Simmons incarna invece la grande scommessa per il futuro, mentre Jaylon Moore avrà finalmente l’opportunità di dimostrare di poter essere un titolare a tempo pieno.
Dietro di loro si sviluppa una competizione ricca di giovani prospetti e giocatori desiderosi di conquistarsi un posto nella lega.
Come spesso accade a Kansas City, sarà proprio da queste battaglie apparentemente secondarie che potrebbero emergere le sorprese più interessanti.
Perché una squadra che punta al SuperBowl non si costruisce soltanto con le stelle.
Si costruisce soprattutto con la qualità e la profondità del roster.
E la linea offensiva dei Chiefs, ancora una volta, potrebbe rappresentare il punto di partenza di una nuova corsa al titolo.
Tra qualche settimana il training camp inizierà a dare le prime risposte. Forse la linea offensiva dei Chiefs si rivelerà davvero un’incognita.
Oppure, come qualcuno inizia a pensare, scopriremo semplicemente che era uno dei reparti più sottovalutati della NFL.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz
Tutti gli articoli della serie “Road To St. Joseph 2026“: QB, WR, RB, TE, OL, DL, LB, DB, Special Team e Coaching Staff
