Road to St. Joseph 2026: Tight Ends

Il training camp di St. Joseph si avvicina ed il nostro oramai consueto appuntamento di preparazione oggi parla dei Tight Ends dei Kansas City Chiefs.

È un reparto che, almeno nelle sue gerarchie principali, sembra offrire poche sorprese.

Ma come spesso accade a Kansas City, dietro ai nomi più conosciuti si nasconde una competizione che potrebbe rivelarsi molto più interessante di quanto sembri.

Attualmente i Chiefs hanno sette tight end a roster.

Tre sembrano avere un posto praticamente assicurato, mentre per l’ultimo slot disponibile la battaglia è tutta da scrivere.

Travis Kelce: una leggenda che non ha ancora finito

Parlare di Travis Kelce significa ormai parlare di uno dei più grandi ricevitori della storia della NFL, non soltanto tra i tight end.

La sua carriera continua ad accumulare record che lo affiancano a mostri sacri come Jerry Rice e Marvin Harrison.

Dal 2016 al 2024 ha sempre superato quota 80 ricezioni, un primato assoluto nella storia della lega, mentre la sua striscia di dodici stagioni consecutive con almeno 800 yard ricevute eguaglia quella dello stesso Jerry Rice.

Chi sostiene che il numero 87 stia ormai vivendo il tramonto della carriera dovrebbe forse guardare i numeri.

Nel 2025 Kelce ha chiuso con:

  • 76 ricezioni
  • 851 yard
  • 5 touchdown

Statistiche che gli sono valse il quarto posto tra tutti i tight end NFL per yard ricevute.

E poi ci sono i playoff.

Le sue 178 ricezioni rappresentano il record assoluto nella storia della postseason NFL, indipendentemente dal ruolo. Le 2.078 yard ricevute e i 20 touchdown sono invece secondi soltanto a Jerry Rice.

A 36 anni e alla sua quattordicesima stagione, Kelce non ha più nulla da dimostrare.

Ma conoscendolo, il neo “Sig. Swift“, proverà comunque ad aggiungere un altro capitolo a una carriera già destinata alla Hall of Fame.

Noah Gray: il soldato silenzioso

Se Kelce è la superstar, Noah Gray è probabilmente uno dei giocatori più sottovalutati dell’intero roster.

Il 2025 è stato meno produttivo dal punto di vista statistico, con 21 ricezioni per 178 yard, dopo l’esplosione del 2024, stagione nella quale aveva stabilito i propri record personali con 40 ricezioni, 437 yard e cinque touchdown.

Ridurre Gray ai numeri, però, sarebbe un errore.

È uno dei giocatori più affidabili dell’attacco di Andy Reid, capace di fare praticamente tutto ciò che viene richiesto a un tight end moderno: bloccare, ricevere, muoversi nello slot e contribuire in maniera importante negli special team.

Non è un caso che anche nel 2025 abbia guidato tutti i giocatori offensivi dei Chiefs con 125 snap negli special team.

È uno di quei giocatori che raramente finiscono nei titoli dei giornali, ma di cui allenatori e compagni farebbero fatica a fare a meno.

Jared Wiley: il talento che aspetta il momento giusto

Tra tutti i giovani del reparto, Jared Wiley rimane probabilmente quello con il potenziale più intrigante.

Scelto al quarto giro del Draft 2024, il suo inizio di carriera è stato fortemente condizionato dalla rottura del legamento crociato anteriore, che ha interrotto la stagione da rookie e ritardato anche il suo ritorno nel 2025, limitandolo a sole cinque partite.

Ora, finalmente, arriva al training camp completamente recuperato.

Le qualità viste a TCU non sono mai state in discussione.

Nel 2023 aveva guidato tutti i tight end della FBS con otto touchdown su ricezione e cinque touchdown segnati in red zone, tanto da essere valutato da Dane Brugler di The Athletic come il quarto miglior tight end della sua classe.

Il 2026 potrebbe essere finalmente la stagione della sua vera esplosione.

Jake Briningstool: il nome da tenere d’occhio

Se c’è un giocatore che potrebbe sorprendere durante il training camp, quel nome è Jake Briningstool.

Arrivato come undrafted free agent nel 2025, aveva impressionato staff tecnico e osservatori durante tutta la offseason, prima che un infortunio al bicipite femorale mettesse prematuramente fine alla sua stagione.

A Clemson era stato utilizzato soprattutto come “move tight end”, schierato nello slot nel 59,3% degli snap delle ultime due stagioni universitarie.

In quel periodo aveva totalizzato 99 ricezioni, 1.028 yard e 12 touchdown, stabilendo inoltre il record assoluto di Clemson per un tight end con 127 ricezioni in carriera.

Prima del Draft, Dane Brugler lo considerava il decimo miglior tight end disponibile e gli assegnava una valutazione da quinto giro.

L’infortunio gli ha impedito di dimostrarlo sul campo.

Ora riparte praticamente da zero.

John Michael Gyllenborg: l’atleta puro

Anche John Michael Gyllenborg arriva da undrafted, ma il suo profilo atletico è probabilmente uno dei più interessanti dell’intero gruppo.

Originario di Leawood, a pochi chilometri da Kansas City, dopo la Rockhurst High School ha costruito la propria carriera a Wyoming, dove ha collezionato 80 ricezioni, 1.023 yard e sette touchdown in 43 partite.

La sua esplosività gli è valsa un posto nella celebre “Freaks List” di Bruce Feldman.

Alla Combine ha fatto registrare il terzo miglior broad jump tra tutti i tight end con 3,25 metri.

Numeri che confermano quanto già raccontato da Feldman, secondo cui il fisico da 196 centimetri per oltre 110 chili nasconde qualità atletiche davvero fuori dal comune.

Resta da capire quanto rapidamente riuscirà a trasformare queste caratteristiche in produzione sul campo NFL.

Mason Pline

Mason Pline è l’ultimo arrivato nel roster, firmato a metà giugno dopo aver convinto lo staff durante il minicamp.

Finora non ha ancora disputato una partita di regular season in NFL.

Dopo essere entrato nella lega come undrafted free agent dei 49ers nel 2024, è passato dalla practice squad di San Francisco e ha avuto una breve esperienza con i Saints prima di approdare a Kansas City.

La sua storia è particolare.

Per tre anni è stato un giocatore di basket a Ferris State prima di passare definitivamente al football nel 2021.

Successivamente ha concluso il percorso universitario a Furman, dove ha chiuso l’ultima stagione con 32 ricezioni, 287 yard e quattro touchdown.

Tre Watson

Tre Watson rappresenta forse il profilo meno conosciuto del gruppo.

Undrafted rookie nel 2025, ha trascorso tutta la scorsa stagione nella practice squad dei Chiefs.

Dopo tre anni a Fresno State si è trasferito a Texas A&M, dove nel 2024 ha fatto registrare 21 ricezioni per 280 yard e un touchdown.

Per lui il training camp sarà soprattutto un’occasione per convincere lo staff a concedergli qualcosa di più rispetto alla practice squad.

La situazione della TE Room

Negli ultimi due anni Kansas City ha aperto la stagione con quattro tight end nel roster attivo.

Tre posti sembrano oggi praticamente blindati.

Travis Kelce resta il leader tecnico ed emotivo del reparto.

Noah Gray continua a rappresentare il perfetto uomo squadra, capace di svolgere qualsiasi compito gli venga affidato.

Jared Wiley, salvo sorprese, è il progetto sul quale i Chiefs continuano a investire.

Il vero punto interrogativo riguarda il quarto posto.

L’uscita di Robert Tonyan lascia infatti una porta aperta che potrebbe trasformarsi in una delle competizioni più interessanti dell’intero training camp.

Jake Briningstool parte forse con qualcosa in più, soprattutto per quanto mostrato dodici mesi fa prima dell’infortunio.

Ma John Michael Gyllenborg possiede caratteristiche atletiche che intrigano parecchio, mentre Tre Watson e Mason Pline proveranno a sfruttare ogni singola opportunità.

Come spesso accade durante il training camp dei Chiefs, le grandi battaglie non riguardano soltanto i titolari.

È proprio nella lotta per gli ultimi posti del roster che, anno dopo anno, Brett Veach e Andy Reid trovano spesso i protagonisti inattesi della stagione.

GO CHIEFS!

Gianluca Poltz

Tutti gli articoli della serie “Road To St. Joseph 2026“: QB, WR, RB, TE, OL, DL, LB, DB, Special Team e Coaching Staff

About the author

Gianluca Poltz

Ho iniziato a tifare KC quando non era per niente "figo" e quando i ricordi di vittorie erano ben lontani. Ho creato Chiefs Kingdom Italia per offrire a tutti i tifosi italiani una piattaforma nella quale conoscersi e riconoscersi, che li possa aiutare a vivere sempre di più e meglio il fantastico mondo dei Kansas City Chiefs.
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