Per oltre un anno è stato quasi impossibile trovare un articolo riguardante il WR dei Chiefs, Rashee Rice, che non parlasse di processi, incidenti, tribunali, libertà vigilata, possibili sospensioni, avvocati o guai vari.
Oggi invece succede una cosa quasi rivoluzionaria.
La vera notizia è questa: non stanno uscendo articoli su nuove grane, deo gratias, ma sul suo ritorno in campo.
Dopo oltre un anno di vicende extracampo, il focus mediatico sembra finalmente essersi spostato sul football e sul training camp di St. Joseph.
E già questo, per i Chiefs, è forse già una vittoria.

Fine del rumore?
Speriamo! Negli ultimi giorni Rice ha completato i 30 giorni di detenzione legati alla violazione delle condizioni della sua libertà vigilata (probation) di 5 anni ed è stato rilasciato.
La scena raccontata dai media americani è stata quasi cinematografica: uscita dal carcere, qualche giornalista ad aspettarlo e lui che tira dritto senza rilasciare dichiarazioni.
Nessun comunicato. Nessuna intervista esclusiva. Nessuna polemica.
Silenzio.
E forse è esattamente ciò di cui aveva bisogno.
Perché ogni volta che Rice ha fatto parlare di sé nell’ultimo anno, raramente era per qualcosa accaduto sul rettangolo di gioco.

Andy Reid guarda avanti
Le dichiarazioni più interessanti sono arrivate da Andy Reid.
Il coach dei Chiefs ha confermato che la franchigia è rimasta in contatto con il giocatore durante tutto il periodo di detenzione e che l’obiettivo resta quello di averlo pronto per il training camp.
Tradotto dal linguaggio diplomatico di Big Red:
-“Archiviata la questione, adesso torniamo a parlare di football.”
Ed è esattamente ciò che stanno facendo a Kansas City.

La vera partita è il ginocchio
Se c’è una domanda che oggi interessa davvero ai tifosi dei Chiefs non riguarda più avvocati o giudici.
Riguarda il ginocchio.
Rice ha continuato anche in carcere il recupero dopo il recente intervento chirurgico effettuato per sistemare definitivamente alcuni problemi residui.
Le ultime indiscrezioni parlano di uno staff medico fiducioso e di un giocatore che dovrebbe presentarsi a St. Joseph in condizioni molto migliori rispetto a quelle viste durante la offseason.
Per i Chiefs questa è probabilmente la notizia più importante dell’estate.
Perché quando è stato disponibile e in salute, Rice ha dimostrato di essere molto più di una semplice opzione offensiva.
È diventato rapidamente il ricevitore più affidabile per Patrick Mahomes nelle situazioni chiave.

Perché Kansas City continua a credere in lui
C’è un dettaglio che spesso passa inosservato.
Nonostante tutto quello che è successo, i Chiefs non hanno mai dato l’impressione di voler voltare pagina. Anzi.
Le mosse effettuate durante la offseason raccontano una storia piuttosto chiara.
Kansas City crede ancora che il futuro del reparto ricevitori passi attraverso la coppia formata da Rashee Rice e Xavier Worthy.
Non è un caso che molti analisti americani continuino a descrivere Rice come il potenziale WR1 di questa squadra, anche se personalmente penso che la sua leadership in WR Room sia seriamente compromessa.
Va bene il “don’t judge” ma il rispetto dei compagni lo costruisci sia sul campo che fuori.
Ma ne riparleremo quando tornerà in campo, naturalmente.

Dal tribunale al Training Camp
Per Rashee Rice questa è probabilmente la migliore notizia possibile: si torna finalmente a parlare di football.
Ma è anche il momento della verità!
Il talento non è mai stato in discussione. Quello che deve dimostrare, adesso, è di aver imparato dagli errori commessi fuori dal campo.
Kansas City continua a credere in lui, ma occasioni come questa non arrivano infinite volte nella carriera di un giocatore NFL.
Per questo il training camp di St. Joseph rappresenta molto più di un semplice ritorno agli allenamenti: è l’inizio di una nuova fase e forse l’ultima vera opportunità per scrivere un finale diverso a questa storia.
Sarà in grado di non sprecarla?
Ci vediamo a St. Jo: da quel momento in poi, dovranno parlare soltanto il campo e il football.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz

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