Florio riaccende lo spinello di Rice, o forse no?

Vi assicuro che non volevo tornare così presto sull’argomento (tra l’altro contraddicendo il mio articolo di inizio settimana), ma Mike Florio di Pro Football Talk ha sollevato una questione che ha riacceso le discussioni di tifosi e addetti ai lavori, commentando:

-“Non c’è alcuna indicazione che la NFL intenda prendere provvedimenti. Lo abbiamo già spiegato in precedenza. In teoria potrebbero forse provare a invocare la politica di condotta personale. In teoria potrebbero forse usare la politica sull’abuso di sostanze,” ha detto Florio. “Non hanno ancora provato a fare nulla, e i Chiefs hanno detto di non avere alcuna indicazione che la lega stia per intervenire, quindi lui è rientrato, ma la squadra è ferma fino al training camp.

La domanda è quindi: la NFL potrebbe adottare ulteriori provvedimenti disciplinari nei confronti di Rashee Rice dopo la recente violazione della libertà vigilata?

Tecnicamente la risposta è sì. (Io credo di no, ma vediamo insieme.)

La NFL dispone di diversi strumenti regolamentari e Florio ha correttamente evidenziato come la lega possa sempre valutare nuovi interventi attraverso la Personal Conduct Policy o altre disposizioni interne.

Ma una cosa è ciò che la NFL può fare.

Un’altra è ciò che probabilmente farà.

Prima di tutto è necessario chiarire un punto fondamentale: non sto in alcun modo assolvendo Rashee Rice.

Anzi.

Rice si è cacciato da solo in una situazione assurda.

Dopo l’incidente del 2024 e tutto quello che ne è seguito (e per il quale è già stato punito dalla lega), l’ultima cosa di cui aveva bisogno era tornare a far parlare di sé per questioni che nulla hanno a che vedere con il football.

Detto questo, c’è una differenza sostanziale tra considerare Rice un coglione per le sue scelte personali e ritenere che la NFL debba necessariamente aggiungere nuove sanzioni per quello che, secondo le ricostruzioni emerse, sarebbe sostanzialmente un episodio legato all’uso di marijuana.

Ed è qui che entrano in gioco i precedenti.

Negli ultimi anni la NFL ha progressivamente abbandonato l’approccio quasi proibizionista che aveva caratterizzato il passato.

Le policy sulla marijuana sono state ammorbidite in modo significativo e la lega sembra oggi molto più interessata a comportamenti che incidono sulla sicurezza pubblica, sull’integrità della competizione o sulla reputazione dell’organizzazione.

Per questo motivo appare difficile immaginare una nuova punizione esemplare legata esclusivamente a uno spinello.

Anche perché esistono precedenti piuttosto interessanti.

Uno dei più noti riguarda Aaron Rodgers.

Nella docuserie NetflixAaron Rodgers: Enigma”, il quarterback appare durante un ritiro spirituale in Costa Rica legato all’utilizzo dell’ayahuasca.

Non si tratta di semplici racconti o indiscrezioni. Le immagini mostrano Rodgers durante le cerimonie e mentre assume la tradizionale bevanda psichedelica. Sono quasi il focus della produzione della piattaforma di streaming.

Parliamo di una sostanza che, pur non essendo nell’elenco di quelle proibite dalla NFL, sotto il profilo degli effetti psicotropi, è decisamente più potente della marijuana.

L’ayahuasca contiene infatti DMT e produce esperienze visionarie profonde, alterazioni percettive intense e stati modificati di coscienza che possono durare diverse ore.

Eppure la NFL non ha ritenuto di dover intervenire disciplinarmente nei confronti di Rodgers.

Naturalmente i due casi non sono identici e nessuno sta sostenendo che debbano essere trattati allo stesso modo in automatico.

Il punto è un altro.

Se la lega non ha ritenuto necessario aprire una battaglia disciplinare nei confronti di uno dei giocatori più famosi della sua storia dopo una rappresentazione pubblica e mondiale dell’utilizzo di ayahuasca, e non venitemi a tirar fuori il fatto che Rodgers l’ha assunta fuori dagli States, appare difficile sostenere che oggi una nuova sospensione per Rice sia inevitabile a causa di una questione legata alla marijuana.

Questo non significa che la NFL non possa intervenire. Anche perchè conosciamo la non linearità di tante scelte prese in passato.

Significa semplicemente che, osservando l’evoluzione delle policy degli ultimi anni e i precedenti più recenti, una nuova punizione appare molto meno scontata di quanto alcune reazioni mediatiche lascino intendere.

Ad oggi non esiste alcuna nuova sanzione annunciata.

Esistono soltanto ipotesi.

E se devo esprimere un’opinione personale, credo che Rice abbia già dimostrato abbastanza stupidità da meritarsi le critiche dei tifosi.

Non vedo però quale beneficio potrebbe ottenere la NFL nel trasformare uno spinello in una nuova crociata disciplinare.

Il ragazzo ha già parecchio da dimostrare sul campo.

Lasciamo che sia il football a parlare.


GO CHIEFS!

Gianluca Poltz

About the author

Gianluca Poltz

Ho iniziato a tifare KC quando non era per niente "figo" e quando i ricordi di vittorie erano ben lontani. Ho creato Chiefs Kingdom Italia per offrire a tutti i tifosi italiani una piattaforma nella quale conoscersi e riconoscersi, che li possa aiutare a vivere sempre di più e meglio il fantastico mondo dei Kansas City Chiefs.

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