Complice l’atmosfera prenatalizia, la consueta (sebbene a cadenza irregolare) analisi del nostro campionato preferito arriva più all’inizio della 15ma giornata che alla fine della 14ma. Però stavolta le riflessioni saranno più ad ampio respiro rispetto alla partita dei nostri Chiefs e alzeremo lo sguardo ai PO e alle altre contender. Cominciamo.
Dopo la grande abbuffata in week 14 del rivalry game, su cui stendiamo un velo di sincera pietà (sui poveri Raiders ovviamente), i Chiefs erano attesi in week 15 all’ennesimo scontro da in or out coi Chargers. Questa non è una drammatizzazione, ma una semplice conseguenza della brutta, bruttissima partenza stagionale dei Chiefs. Ricordiamo, sommessamente, che le forti perplessità maturate non erano dovute ad uno score negativo (parliamo quindi di un 3 Win a fronte di 4 Loss alla settima giornata), ma ad una qualità di gioco tremendamente bassa. Di fronte al dominio assoluto dell’anno scorso, dove si vinse praticamente in scioltezza quasi sempre, tranne poi perdere malamente al SB, quest’anno abbiamo assistito ad una difesa ridicola ed un attacco in rapida involuzione e generatrice di un tragicomico record di turnover. Si è salvato solo lo Special Team, rimasto sui suoi elevati livelli. Più che contender al titolo, i Chiefs non erano neanche da PO, anzi addirittura ultimi nella loro divisione.
Rapidamente si è vista crollare la sicurezza sborona del più letale trio della NFL: Kelce, Hill, Mahomes. Una variegata ed infinita (per i tifosi) serie di fumble ed intercetti ha resettato certezze ed intese tra i tre ed ha palesato i forti limiti dei gregari a contorno. Lo stesso Gordon (wr pescato con una mossa disperata in FA), guardato dal Kingdom come un’oasi nel deserto, si è rivelato invece un miraggio per i lunghissimi tempi di reinserimento, non solo negli schemi dei Chiefs ma proprio nel football giocato (ricordiamo che era fermo da tempo, tra una squalifica e l’altra).
E poi….e poi un filotto di 6 vittorie consecutive, tra cui ultima appunto quella citata sui Raiders, ha riportato i Chiefs al primo posto in divisione, ma non ha contribuito a dissipare tutti i dubbi. La difesa, dopo feroci critiche che si erano spinte a mettere in dubbio la competenza di Spagnuolo, ha ritrovato i suoi titolari e con essa i suoi equilibri, diventando addirittura una delle più performanti in assoluto della NFC. Questa resurrezione non ha però coinvolto l’attacco, cosicchè alcune partite sono state vinte dalla difesa, in netta controtendenza da quando siamo entrati nell’era Mahomes! Così abbiamo visto Reid cercare di ricostruire quello che era uno dei più grandi attacchi di tutti i tempi partendo dalle cose facili: niente più big play, niente corse di Mahomes, insomma zero rischi. Così sono arrivate le vittorie, risicate e mai convincenti appieno per la Offense. Quella coi Raiders, che ha portato ad uno score di 9-4, ha comunque lasciato qualche dubbio: partita fortunata? Sfiga dei Raiders? Episodio isolato? Ma soprattutto, anche se la Offense era andata bene, quello che tormentava i tifosi era il problema che nessuno osava confessare: Mahomes, che appare ancora bloccato o comunque, per intenderci, non convincente, non al 100%. Certo, è pur vero che i suoi numeri, quando gioca male, sono sempre più alti delle migliori giornate della maggior parte dei QB della NFL, ma un talento epocale come il suo non può andare perso, sarebbe una bestemmia.
Così, con queste apprensioni (su PM) e dubbi (sulla ripresa dell’intera squadra) si è arrivati allo scontro divisionale in week 15 coi Chargers: una sconfitta significava perdere il primo posto in divisione ed essere condannati alla ricerca di una faticosa wild card (senza troppe speranze di andare oltre); una vittoria significava mettere il piede nei PO con una certa sicurezza e dare fiato alla squadra per continuare a crescere (e poter dire la propria nei PO).
Abbiamo vinto e le cose sono andate oltre le più rosee aspettative. Non perché è stata una grande vittoria, ma perché è stata una vittoria sofferta, strappata coi denti e col cuore, una vittoria per certi versi rubata dai Chiefs ovvero sprecata dai Chargers per una gestione presuntuosa dei quarti down da parte di Staley, ma soprattutto è stata una vittoria voluta. Voluta e cercata con tutte le forze. Al di là della cronaca, che chiunque può leggere sui tabellini, i punti salienti sono tre:1) La difesa, senza uomini chiave in ogni reparto (Jones, Sneed, Gay), ha mostrato di aver comunque trovato equilibrio ed un assetto corretto. Basti citare Sorensen, non più mina vagante ma valore aggiunto (suo un deflected pass determinante).2) L’urlo liberatorio di Kelce e la gioia irrefrenabile dei compagni di attacco quando ha chiuso la partita all’Over Time. Finalmente abbiamo ritrovato il grande giocatore, pericolosamente in ombra in più di una partita, e la determinazione grintosa di vincere dell’attacco.3) Terzo punto, ma forse quello più importante per il futuro della franchigia: Mahomes c’è! Sotto le paure, sotto il condizionamento degli errori collettivi della squadra, abbiamo sempre visto PM giocare col freno a mano tirato. Contro i Chargers, quando non ha avuto il tempo di pensare ed ha dovuto agire d’istinto, lo abbiamo ritrovato: Magic Mahomes non è stato annichilito, è ancora lì! Trovo emblematica la trasformazione da due punti: Hardman si libera sulla destra, PM si gira verso di lui e sta per lanciargli l’ovale. Ma PM ha come un flash e non si fida più dello schema, ma i due punti servono, sono fondamentali, e così improvvisa: non può sbagliare e trova la soluzione forse più difficile sulla carta ma più sicura per il suo talento. Rolla a destra e lancia a sinistra in contro corrente ad un CEH nel traffico: Chargers finalmente agguantati sul 21 pari! E nel resto della partita abbiamo finalmente visto un Mahomes fidarsi della tasca, trovare big play e ritornare a correre con l’ovale: tutto quel che era mancato fino a questo match!
Ora i Chiefs tornano a far paura: hanno anche ritrovato il primo seed per una serie di risultati favorevoli sugli altri campi e può ragionevolmente definirsi –allo stato- una contender. Ma…quale è la concorrenza? Vediamo lo stato delle altre.
AFC East
I BILLS (8-6) sembrano ridimensionati rispetto alle aspettative di precampionato: vuoi per partite sbagliate dall’HC (ad es. coi Patriots di BB), vuoi per immaturità del QB Allen, autore di alcune brutte prestazioni, si ritrovano ad inseguire dei PATRIOTS (9-5) non trascendentali, ma equilibrati e soprattutto ben organizzati da BB. Guarderei con diffidenza soprattutto i BILLS, che hanno più talento e, soprattutto, ci hanno distrutto nello scontro in week 5.
AFC North
RAVENS (8-6) che hanno raccolto più del loro valore, BENGALS (8-6) abbastanza quadrati ma discontinui, STEELERS (7-6-1) con attacco di bassa efficacia, BROWNS (7-7) in cerca di continuità ed equilibrio. Non credo che nessuna arriverà al SB, forse neanche al Championship game.
AFC South
TITANS (9-5) in difficoltà per le assenze, non avendo un QB dall’elevato talento, sopperiscono con la bravura di Vrabel. Stanno resistendo e dovrebbero farcela per i PO: se ritrovano i titolari, Henry in primis, possono aspirare ad arrivare fino in fondo. COLTS (8-6) sono in ascesa e dovrebbero guadagnarsi un posto al sole (ai PO), ma dubito vadano oltre, anche con un Taylor MVP.
NFC
Qui le contender sono serie, accreditate e su alti livelli: CARDINALS (10-4), RAMS (10-4), BUCCANEERS (10-4), PACKERS (11-3), COWBOYS (10-4). Murray non sembra all’altezza per una squadra da SB, ed è un peccato visto il rosterdei Cardinals. Dallas pure la vedo un filo inferiore alle altre. I RAMS sono tosti ed hanno le carte in regola per arrivare alla fine. I BUCS sono la squadra da battere, almeno fin quando ha tutti i titolari sani, schierati ed in buone condizioni psico fisiche: riusciranno a ritrovare tutto ciò proprio ai PO? Tra poche settimane lo sapremo. I PACKERS sulla carta sono, attualemnte, i più in forma: Rodgers meraviglioso come l’anno scorso (quando ricordiamo aver vinto l’MVP) e stavolta con una gran bella difesa.
Attualmente dati per vincenti finali. Per fortuna dei Chiefs, ne potremo incontrare solo una di queste cinque…ed al SB!!
Red CANVAS

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