ANALISI DOPO Week 2

Pronti via e…ci siamo fermati! L’incipit è lo stesso di week 1 ma il finale è drammaticamente diverso…almeno per i colori bianco-rosso-oro!

Piuttosto che tediare con la cronaca della partita, snocciolando minutaggi e punteggi consultabili comodamente sul sito della NFL, stavolta punteremo più sulle considerazioni prestazionali e tattiche, concentrandoci stavolta solo sulla nostra squadra. D’altra parte è il momento che lo richiede.

La partita.

Dunque, da un lato abbiamo tre quarti di partita che sono stati nettamente a favore degli ospiti in divisa bianco-rossa, per poi soccombere nell’ultimo quarto (parziale di 0-12), in particolare col sanguinoso fumble di CEH ad opera del rookie di turno, Oweh. Dunque sconfitta tanto più amara in quanto già KC assaporava il gusto della vittoria. Partita che si sarebbe vinta, se non fosse stato per un episodio (che poi è una delle caratteristiche che rendono così bello ed imprevedibile questo sport), ma questo non vuol dire che BAL abbia rubato qualcosa, anzi. Sicuramente il merito maggiore dei Ravens è stata la caparbietà e la volontà, riuscendo ad invertire l’inerzia della partita. Il demerito maggiore di Kansas City è stata l’incapacità della difesa di contenere le corse. E, aggiungerei, la mancanza di quella cattiveria e determinazione che fanno grande una squadra: quella che viene chiamata “fame di vittorie”. Negli ultimi anni abbiamo avuto una difesa sottovalutata perché giocava a sprazzi, tanto sapevano che là avanti c’era PM. Però quando era necessario la D emergeva e sorreggeva la squadra (chiedere a San Francisco). Quello che ora invece comincia ad allarmare è questo troppo subire senza riuscire più a reagire. Almeno per queste prime due partite, indipendentemente dal risultato.

Prestazioni palindromiche.

Con questo aggettivo vogliamo solo indicare una stessa prestazione che potrà essere letta come eroica ma anche come disastrosa: l’esito della partita ne deciderà il verso giusto. Vediamo prima Mathieu. Da un lato due intercetti su un ex MVP, di cui un bel pick six; dall’altro due flag (due illegalcontact, magari dubbi ma senz’altro evitabili!), di cui una vanifica una determinante giocata della difesa, ed un tragico malinteso con Ward che regala 7 punti ovviamente determinanti (per punteggio e per inerzia) all’avversario. Ward ha sempre avuto lacune sulla profondità, ma a questa penetrazione centrale mi sa che era la safety che ci doveva pensare. Dall’altra parte della barriera, troviamo Lamar Jackson. Da un lato abbiamo un inizio fantozziano, con due intercetti di cui un pick six (che sarebbe stato fatale se non ci fosse stato il pacco dono di CEH), e un malaugurato atterraggio su un backflip per festeggiare un TD, per cui ha poi dovuto saltare un allenamento (se le mie fonti sono corrette!). Dall’altro lato ha infierito con le sue corse su una difesa di burro, ha ridicolizzato con un TD su lancio con saltello la mancanza di intesa tra Ward e Mathieu e, ciliegina sulla torta, è sua la conquista dell’ultimo sporca yarda! Ha vinto BAL, dunque LJ eroe!

Analizziamo ora i reparti.

Detto della seconda consecutiva prestazione insufficiente della difesa, entriamo nel dettaglio. La nota più positiva è sicuramente il LB rookie Bolton, forse il più reattivo ed uno dei pochi con la grinta giusta, con numeri (8T + 1A) superati solo dal veterano (8 anni) Hitchens (8T + 4A). Non bene invece Sorensen, sebbene le statistiche dicano altro, mentre Hughes continua a mostrarsi affidabile Per la DL, lo spostamento laterale di Chris Jones si è rivelata la mossa sbagliata, almeno per questa partita. Comunque tale posizione va ancora provata, prima di bocciarla, in quanto dobbiamo attendere di giocare con squadre con gioco aereo prevalente: domenica abbiamo questi nuovi Chargers che saranno un utile banco di prova. Rispetto all’anno scorso questa difesa ha avuto solo piccoli cambiamenti per cuibisogna solo darle il tempo di lavorare in tranquillità e di ricompattarsi. D’altra parte il valore di giocatori come Sneed o Thornhill non è in discussione, ed in rosa ci sono giocatori come Gay e Baker dall’alto potenziale, quando si saranno messi gli infortuni alle spalle.

L’attacco invece…

Continua a segnare (35 punti non son pochi), sebbene continui a zoppicare. Sempre un mostro Kelce (7 ricezioni per 109 yards), uno dei più forti TE di sempre, che resta trainante in qualsiasi partita. I Ravens hanno preferito mettere il bavaglio a Hill, ridotto a 3 ricezioni per sole 14 yarde, preferendo lasciare più libertà ai “gregari”, che hanno ben figurato stavolta che Mahomes ha dato loro possibilità: 63 yard su 2 ric per Pringle, 55 per Hardman su 5 ric, 46 yarde su 3 ric per Robinson. Segnali confortanti anche dai rincalzi, che hanno ben figurato nell’unica occasione che è stata concessa loro: Bell, Fortson, McKinnon, anche il FB Burton. Sicuramente meritano ulteriore spazio. La OL per ora è nella media: va ricordato che ha giocato contro due squadre di alto livello e che la linea è completamente nuova, presentando di fatto 3 rookies: Creed Humphrey, Trey Smith e Lucas Niang (draft 2020, ma mai in roster per l’opt-out). Le premesse ci sono tutte per crescere e diventare la O-Wall fantasticata dalla tifoseria. Dolente nota, il gioco di corsa. Tralasciando il fumble, che è episodico, CEH continua a non convincere (decente media di 3,5 y a portata, ma solo 46 y totali) e Williams ha addirittura finito con -2 y complessive. Qui la bocciatura è inevitabile ed è frustrante se si pensa che abbiamo mandato via Hunt e rinunciato a Damien William quest’anno. Poi c’è lui, il Potente Maestro PM2, che come sempre ha illuminato. Unica nota negativa, il suo intercetto, abbastanza clamoroso ma non determinante (si era su un terzo e 12 sulle 49 di KC, con gioco che sarebbe finito per sack sulle 44 di KC), nasce dalla Sua determinazione di vincere e dalla Sua ancor giovane esperienza (ancora non ha nemmeno 50 partite da starter). D’altra parte va detto che PM aveva letto bene il movimento di Kelce, ma lanciando in avvitamento su se stesso (era durante il sack) non aveva potuto vedere dal lato opposto l’arrivo di Young.

 

In conclusione, se l’anno scorso si vinse senza troppi patemi contro i Ravens titolari, quest’anno contro i Ravens rimaneggiati si è sofferto tanto e si è perso: dunque una involuzione che potrebbe preoccupare…se non fossimo ancora alla seconda giornata. Niente patemi quindi, la squadra ha il tempo di consolidarsi e tornare a brillare, ora ha solo bisogno di lavorare in tranquillità. E poi, dopo week 5, anche il calendario darà una ulteriore mano.

RED CANVAS

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