Regular Season Week 1
Il palcoscenico era importante: in Brasile, a San Paolo, in un game che non solo significava l’esordio di YouTube nello streaming NFL, ma era anche un appuntamento fondamentale per la AFC West Division.

La sconfitta contro i Los Angeles Chargers all’esordio ha fatto discutere, ma non deve spaventare più di tanto o addirittura portare ad isterismi. Certo, non è stato l’inizio che i Chiefs e i tifosi speravano: Kansas City non è mai riuscita a prendere davvero in mano la partita, ed i problemi emersi ricordano certi blackout già visti, compreso quello del Super Bowl contro Philadelphia.
Già nelle prime battute si è fatto sentire il vento contrario: Xavier Worthy si è infortunato alla spalla dopo appena tre azioni, tra l’altro messo fuori gioco da Travis Kelce (auguriamoci che non diventi una tradizione quella di infortunarci ì giocatori da soli), poi l’attacco si è inceppato con tre possessi iniziali senza punti e appena 35 yard complessive.

Eppure, nonostante tutto, la reazione c’è stata. Nella seconda metà Mahomes ha trovato ritmo e coraggio, mettendo a segno giocate da antologia e correndo persino per 57 yard (suo uno dei TD della serata, l’altro di Kelce) e trascinando la squadra verso una rimonta che non è arrivata soltanto per dettagli sfortunati: un extra point sbagliato, un paio di occasioni sprecate in red zone, una difesa che sul gioco aereo non ha sempre retto, Nagy.

Le percentuali matematiche raccontano che le chance di prendersi il 1st Seed sono calate, ma siamo solo a Week 1 e la stagione è lunghissima. È vero, perdere un divisional game pesa più di altre sconfitte, ma il margine di manovra resta ampio e c’è tutto il tempo per ritrovare fluidità, ritmo e continuità. La squadra sa cosa deve migliorare: ridurre le penalità, sfruttare meglio i third down e soprattutto tornare ad allungare il campo con giocate profonde.
Non bisogna dimenticare che i Chiefs hanno sempre dimostrato di sapersi rialzare nei momenti difficili. Questa non è la caduta di un gigante, ma solo un passo falso in una maratona. I segnali di crescita ci sono e il talento non manca. Il tempo per sistemare i dettagli è tutto dalla loro parte, e nessuno dovrebbe preoccuparsi troppo: questo gruppo ha già dimostrato più volte di poter ribaltare qualsiasi pronostico.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz

Be the first to comment