Andy Reid: continuità, nuovi coaches e l’evoluzione dei Chiefs

C’è una cosa che Andy Reid non smette mai di ribadire: l’attacco dei Kansas City Chiefs non è una questione di rivoluzioni, ma di evoluzione continua. Durante il rookie minicamp dello scorso weekend, il nostro head coach ha fatto il punto davanti ai giornalisti, lasciando intendere che sì, qualcosa potrà cambiare… ma senza stravolgere l’identità. Anche perché, da quanto emerso in questi giorni, lo staff sta già lavorando più sull’adattamento delle soluzioni che sull’introduzione di schemi completamente nuovi.

“Le giocate sono le stesse, cambia solo da quali aree attingi. Ci sono diverse aree, che si tratti del tuo gioco di drop back, del tuo gioco a tre passi, del tuo play action, del tuo movimento, dei tuoi screen pass: tutte queste cose che hai nel piano di gioco sono opportunità per inserirle”, ha detto Reid, “Si tratta solo di quali attingi per inserirle. Penso che quando vedi Kenneth (Walker), penso che lui prenda la palla con facilità quindi è un altro che può aiutarti in quell’area e (Emari) Demercado è allo stesso modo. Demercado lo faceva per gli Arizona Cardinals.”

Tradotto: il playbook è una cassetta degli attrezzi già piena, sta allo staff scegliere di volta in volta quali strumenti usare. E in questo senso, una delle indicazioni più chiare arrivate dal minicamp è proprio l’attenzione alla versatilità dei running back, sempre più coinvolti nel gioco aereo e nelle situazioni dinamiche. Non un dettaglio, ma una direzione precisa.

Ma il vero focus di Reid, almeno in questa fase, sembra essere anche un altro: lo staff. Le novità sulla sideline offensiva hanno già iniziato a farsi sentire, e il primo impatto è stato più che positivo, a giudicare anche dai report usciti dopo il minicamp, soprattutto in termini di metodo e comunicazione con i rookie. In particolare, gli occhi sono puntati su Chad O’Shea e DeMarco Murray.

“Mi piace il modo in cui loro (O’Shea e Murray) gestiscono il loro lavoro”, ha detto Reid, “Sono meticolosi, hanno un buon rapporto con i giocatori, sono esigenti e chiedono a questi giovani di fare quello che sanno fare, e poi ci sono le riunioni con gli altri. Quindi, si ha modo di vederli all’opera in sala riunioni e di come responsabilizzano le persone. Finora mi piace questo aspetto, e sembrano anche dei bravi insegnanti, che è una cosa fondamentale.”

Parole che pesano, soprattutto perché arrivano da uno che di attacchi vincenti se ne intende. O’Shea porta con sé l’esperienza maturata nei gloriosi anni con i New England Patriots, mentre Murray aggiunge la prospettiva di chi il campo lo ha vissuto da protagonista prima di affinare il proprio percorso in panchina a Oklahoma.

Insomma, niente rivoluzioni ma tanti aggiustamenti intelligenti. È così che Reid continua a tenere il Kingdom un passo avanti: adattandosi, senza mai perdere sé stesso.

Con la consapevolezza che Big Red può raccontarci che non cambia nulla, fino al momento nel quale stravolgerà tutto.

GO CHIEFS!

Gianluca Poltz

About the author

Gianluca Poltz

Ho iniziato a tifare KC quando non era per niente "figo" e quando i ricordi di vittorie erano ben lontani. Ho creato Chiefs Kingdom Italia per offrire a tutti i tifosi italiani una piattaforma nella quale conoscersi e riconoscersi, che li possa aiutare a vivere sempre di più e meglio il fantastico mondo dei Kansas City Chiefs.

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