Otto allenamenti sono abbastanza per capire una squadra?
Ovviamente no.
Altrimenti Andy Reid potrebbe risparmiarsi il resto del training camp, tutti al mare a fare i castelli di sabbia invece che sudare a St. Joseph.
Sono però sufficienti per cogliere una direzione. E quella imboccata dai Chiefs tra il 29 luglio e il 6 agosto comincia a essere interessante: Patrick Mahomes sta bruciando le tappe senza dare l’impressione di forzare, Ken Walker sembra nato per rimettere lo screen game al centro dell’attacco e la difesa continua a mettere le mani sul pallone.
In mezzo ci sono i giovani, quelli che ad agosto diventano improvvisamente tutti irresistibili, salvo poi ricordarci che una bella presa al Camp non equivale ancora a un posto nel roster.
Cyrus Allen, Omari Evans, Andrew Armstrong, Chris Roland-Wallace e Chamarri Conner hanno comunque fatto qualcosa di più che riempire il taccuino: hanno aperto domande vere sulle gerarchie.
Andiamo allora con ordine, giorno per giorno. Perché il camp non assegna titoli, ma spesso anticipa le storie che ci accompagneranno per tutta la stagione.
Mercoledì 29 luglio: tre snap che valgono più di cento lanci

La prima notizia del camp non poteva che essere lui. Patrick Mahomes è tornato negli 11-vs-11 per la prima volta dopo la rottura del legamento crociato anteriore.
Tre snap appena. Pochi, se guardiamo il tabellino immaginario di un allenamento; tantissimi, se pensiamo al percorso iniziato dopo l’infortunio. Il movimento è apparso fluido e Andy Reid ha sottolineato la ritrovata forza nelle gambe. Era questo che serviva vedere, molto più di un touchdown in allenamento.
Nei 7-vs-7, Mahomes ha trovato Jared Wiley lungo la seam, Travis Kelce all’esterno e due volte il rookie Cyrus Allen in red zone. Allen ha iniziato così a farsi notare dal quarterback: non ancora una dichiarazione d’amore, ma certamente un buon modo per presentarsi.
Jalen Royals ha iniziato il camp con il piede sbagliato: un errore nell’aggiustamento della traccia e più palloni non assicurati hanno messo in evidenza una sintonia con Mahomes ancora da costruire.
Garrett Nussmeier ha risposto con personalità, prima servendo in movimento il toe-tap di Jake Briningstool e poi completando un no-look per Tre Watson. La difesa, intanto, ha già mostrato quale potrebbe essere il tema del suo camp: intercetto di Jack Cochrane, pallone strappato da Chris Roland-Wallace e strip-and-scoop di Chamarri Conner.
Conner, in realtà, è sembrato ovunque: ha letto anche un finto field goal trasformandolo in un intercetto e ha giocato con un’energia che lo ha reso il difensore più evidente della seduta. Il rovescio della medaglia è arrivato dai ricevitori, poco continui e incapaci di sfruttare diverse opportunità. Nulla di definitivo al primo giorno, ma il contrasto era chiaro: Mahomes e la secondaria hanno dato risposte, il reparto wide receiver ha lasciato domande.
L’infermeria ha ricordato subito a tutti l’altra faccia di St. Joseph: Omarr Norman-Lott in PUP, Rashee Rice e L’Jarius Sneed limitati, Mansoor Delane impiegato soltanto nelle fasi senza contatto. John Michael Gyllenborg ed Ethan Downs sono invece finiti nella Injured Reserve.
Giovedì 30 luglio: sotto la pioggia si vede già il nuovo giocattolo di Reid

Pioggia, temperature più basse e Mahomes con un carico maggiore negli 11 contro 11. Il numero 15 ha trovato Xavier Worthy al centro del campo, Tyquan Thornton e soprattutto Jalen Royals, che riscatta la giornata precedente, con un missile arrivato dopo essersi mosso con naturalezza nella tasca.
È ancora presto per parlare di recupero completato. Ma quando un quarterback reduce da un grave infortunio smette di pensare al movimento e torna a pensare al lancio, il segnale è quello giusto.
Justin Fields ha mostrato il braccio su due palloni esterni per Andrew Armstrong e Mason Pline. Nohl Williams e Chamarri Conner hanno invece intercettato due passaggi nei 7 contro 7 di red zone, con Williams sempre più dentro la corsa per un ruolo da titolare.
Davanti, intanto, Kahlil Benson ha ricevuto snap con la prima squadra al posto di Jaylon Moore. Può essere soltanto una rotazione di luglio, certo, ma Reid non distribuisce quelle ripetizioni per beneficenza: la battaglia per il ruolo di right tackle merita di essere seguita e potrebbe essere più aperta del previsto.
La giocata da cerchiare, però, è stata uno screen per Ken Walker: blocchi puliti, accelerazione nel traffico e touchdown lungo. Chi segue Reid da qualche anno sa che lo screen non è un accessorio del playbook, ma quasi una filosofia. Con Walker potrebbe tornare a essere un’arma capace di punire una difesa proprio quando pensa di aver vinto lo snap.
Venerdì 31 luglio: Cyrus Allen presenta la candidatura

Ci sono prese belle e prese che obbligano tutti a fermarsi un secondo. Quella a una mano di Cyrus Allen, in doppia copertura negli 11 contro 11, appartiene alla seconda categoria.
Mahomes gli ha concesso la possibilità di giocare il pallone e il rookie del quinto giro ha risposto con la giocata più spettacolare del camp fino a quel momento. Poi ha aggiunto un’altra ricezione vicino alla sideline, perché il modo migliore per non passare come un episodio isolato è ripetersi subito.
Nikko Remigio ha firmato un touchdown in tuffo nei 7 contro 7. La battaglia tra i ricevitori iniziava così a prendere forma: tanta velocità, profili differenti e nessun posto da regalare.
Nello stesso allenamento è cresciuto anche il coinvolgimento di Walker nel gioco aereo. Non soltanto uno screen ben riuscito, dunque, ma un volume di palloni che suggerisce un’idea precisa: usarlo come arma multidimensionale e costringere le difese a rispettarlo anche fuori dal backfield.
La nota meno piacevole è arrivata da Ashton Gillotte, fermato da un fastidio al bicipite femorale inizialmente giudicato non grave. Ad agosto si può essere prudenti senza essere pessimisti. Anzi, è quasi un obbligo.
Sabato 1° agosto: Worthy allunga il campo, Evans allunga la lista

Nell’ultima pratice senza pads, Mahomes e Xavier Worthy hanno ricordato quale effetto possa avere la loro connessione sulle difese: touchdown da oltre 40 yard e campo improvvisamente diventato molto più lungo.
Mahomes, però, si è preso anche il momento più comico della giornata. Cercando Andrew Armstrong, ha centrato Hunter Nourzad dietro al collo: un lancio decisamente meno preciso del solito, diventato subito materiale da social. Il quarterback l’ha risolta a modo suo, citando The Longest Yard: – «Mi è scivolata. Avevo appena mangiato popcorn». Anche i migliori, ogni tanto, colpiscono il bersaglio sbagliato.
Jake Briningstool, reduce da una stagione persa per un problema al bicipite femorale, ha vinto un duello aereo e mostrato di voler entrare seriamente nella discussione per il roster. Jason Brownlee e Xavier Loyd hanno prodotto buone giocate, ma il nome nuovo è stato Omari Evans. L’undrafted free agent, cronometrato in 4.28 sulle 40 yard al Pro Day, ha trasformato quella velocità in una ricezione profonda lungo la sideline e in una presa in tuffo nell’ 11 contro 11.
La velocità apre la porta. Per attraversarla serviranno continuità, special team e capacità di eseguire quando le protezioni renderanno tutto più fisico.
In difesa, Mansoor Delane ha intercettato un pallone deviato nonostante la maglia no-contact per la spalla. Kristian Fulton e Jadon Canady hanno aggiunto due pass breakup. Delane, scelta numero 6 assoluta, non ha bisogno di vincere il camp: deve accumulare ripetizioni senza trasformare il recupero in una corsa contro il calendario.
Più in generale, la secondaria ha reso la vita complicata a Mahomes e all’attacco. In agosto è facile leggere una buona giornata della difesa come una cattiva giornata dell’attacco; probabilmente la verità sta nel mezzo. Il dato utile è che il reparto arretrato continua a giocare il pallone con aggressività e non sembra intenzionato a regalare nulla, neppure al numero 15.
La seduta si è chiusa con due preoccupazioni: Allen è stato portato negli spogliatoi per un problema alla parte inferiore della gamba, mentre Worthy è stato sottoposto ad accertamenti alla spalla. Gli esami avrebbero poi evidenziato una contusione ossea allo stinco per Allen e una distorsione alla spalla per Worthy.
Lunedì 3 agosto: arrivano i pads, finiscono gli alibi

Con le protezioni cambia tutto. Cambiano i rumori, la velocità percepita e soprattutto il valore di certe giocate. Dopo il riposo domenicale, Reid ha introdotto 9 contro 7, uno contro uno tra le linee e il primo long drive drill: nove azioni consecutive per simulare ritmo e fatica di una vera partita.
Andrew Armstrong ha completato in allungo un lancio di Mahomes in movimento verso destra. Non è la presa più appariscente della settimana, ma è il tipo di giocata che piace agli allenatori: coordinazione con il quarterback, controllo del corpo e produzione dentro una situazione meno pulita.
Con Worthy e Allen fuori e Rice ancora limitato, giudicare severamente l’intero reparto sarebbe stato ingeneroso. Le assenze hanno però aperto una porta e Armstrong l’ha attraversata: la fiducia ricevuta da Mahomes e gli apprezzamenti di Reid lo inseriscono davvero nella corsa per il roster, a patto che la buona giornata diventi continuità.
Chris Roland-Wallace ha intercettato un passaggio e continua a sembrare perfettamente a proprio agio nello slot. I rookie Xavier Nwankpa e Zelmar Vedder hanno aggiunto un intercetto in end zone e un pass breakup in tuffo. Non significa che le gerarchie siano già cambiate; significa però che qualcuno sta costringendo lo staff a guardare il film con attenzione.
Gli arbitri NFL presenti alla pratica hanno permesso un confronto diretto su tecnica e penalità, mentre Ethan Hurkett è tornato a Kansas City per inserirsi nella rotazione dei defensive end. Allen, Worthy e Gillotte sono rimasti fuori; Norman–Lott ancora in PUP.
Anche il gioco di corsa ha offerto qualche motivo di ottimismo. Brashard Smith ha mostrato esplosività come alternativa a Walker, pur con la solita postilla che accompagna ogni giovane running back: se non protegge Mahomes, le gambe da sole non bastano. Benson ha continuato a ruotare con Moore, confermando che a destra la linea offensiva ha ancora una gerarchia da scrivere.
Martedì 4 agosto: le mani della difesa e il vecchio duo Mahomes-Kelce

Nel giorno dedicato agli alumni — 26 ex giocatori presenti, tra cui Tyrann Mathieu, Spencer Ware, Charcandrick West e Dwayne Bowe — la difesa ha mostrato un dettaglio che potrebbe diventare molto importante.
Marcus Harris ha deviato un lancio sulla linea e Chamarri Conner ha completato il takeaway. Kansas City aveva chiuso la stagione precedente con appena otto passaggi deviati, contro i 30 del 2022 e i 19 del 2023. Non è una statistica da copertina, ma spesso sono proprio queste piccole intrusioni nelle linee di passaggio a trasformare una buona difesa in una difesa capace di cambiare le partite.
Conner ha aggiunto un pass breakup e continuato a ricevere snap da safety tradizionale. È il classico coltellino svizzero che Spagnuolo ama avere a disposizione: più cose sa fare, più diventa difficile tenerlo fuori dal campo.
In attacco, Mahomes ha trovato Kelce lungo la seam con un pallone perfetto, trasformato dal tight end in una presa a una mano senza rallentare. Una scena vista qualche volta, diciamo. Poco dopo è arrivato un lancio esterno per la ricezione over-the-shoulder di Thornton.
La mobilità di Mahomes, nella tasca e sulle azioni disegnate, è sembrata ancora una volta convincente. Jeff Weimer, arrivato il giorno precedente, si è presentato con due prese in tuffo. A St. Joseph non c’è molto tempo per le formalità.
È stata una giornata positiva anche per l’intero gruppo dei tight end e un’altra tappa della sfida Benson-Moore. Parlare già di una possibile cessione di Moore è prematuro, ma se Benson continuerà a guadagnare ripetizioni con i titolari la questione potrà diventare tecnica ed economica: profondità da conservare oppure spazio salariale da liberare? Per ora è soltanto una domanda, ma non più una domanda campata in aria.
Mercoledì 5 agosto: Noah Gray si prende la red zone

Due ore e 25 minuti, tre giorni consecutivi in pads e un programma pieno: red zone, long drive, 9 contro 7, pass protection e coperture. La pratica più lunga del camp ha avuto un protagonista chiarissimo.
Noah Gray ha segnato quattro touchdown. Il più bello negli 11 contro 11, con Mahomes in movimento verso sinistra e Gray bravo a chiudere la ricezione sul fondo della end zone tenendo entrambi i piedi in campo. Poi altre tre mete, due nei 7 contro 7 e una al centro della end zone nelle fasi di squadra.
Dopo una stagione statisticamente meno brillante, Gray ha ricordato quale possa essere il suo valore. Non deve diventare Kelce — anche perché sarebbe una richiesta piuttosto comoda da scrivere e impossibile da soddisfare — ma può essere un bersaglio affidabile, intelligente e prezioso negli spazi stretti.
La buona notizia parallela è stata Rashee Rice, tornato a ricevere lavoro negli 11 contro 11 e parecchi palloni in red zone. Il suo carico resta controllato, ma non è più una presenza simbolica: Kansas City sta ricostruendo gradualmente ritmo e intesa. Anche Jimmy Holiday ha raccolto diversi target e una piccola occasione per entrare nella conversazione sul roster, sapendo che la concorrenza tornerà a stringersi appena il reparto sarà più completo.
Walker ha trasformato un altro screen in touchdown grazie anche a un blocco di Trey Smith. Quando la stessa soluzione funziona in più giornate e con contesti differenti, non siamo più davanti a una semplice curiosità del camp. Reid sta probabilmente preparando qualcosa.
Harrison Butker ha chiuso 10 su 10, compreso un calcio da 56 yard, affrontando anche tentativi isolati dopo le lunghe serie offensive. L’infermeria, però, si è allungata: fuori Allen, Worthy, Gillotte, Drue Tranquill e Kristian Fulton; Jeffrey Bassa ha lasciato la seduta per un problema all’inguine.
Giovedì 6 agosto: meno rumore, più dettagli

Dopo tre pratiche consecutive in pads, Reid ha tolto le protezioni e scelto il formato 10-10-10: dieci azioni per l’attacco, dieci per la difesa e dieci per gli special team, ripetute in circuito.
Non è una pratica costruita per decretare vincitori e sconfitti. È una seduta didattica, pensata per mostrare l’esecuzione corretta e lavorare su timing, tracce, allineamenti e responsabilità. Meno adatta alle clip spettacolari, molto utile per gli allenatori.
Delane ha potuto partecipare agli esercizi di squadra del 10-10-10 e ha firmato un pass breakup al centro del campo. Indossava ancora la maglia no-contact e non aveva ancora preso parte a un periodo 11 contro 11 con i pads. La spalla impone cautela, ma ogni ripetizione mentale e tecnica aiuta un rookie chiamato ad avere un ruolo importante. Alohi Gilman ha aggiunto un intercetto.
Rashee Rice ha ricevuto diversi palloni nella fase verticale, Thornton ha completato una presa profonda e Justin Fields ha trovato Brownlee per un guadagno importante. Tranquill, Fulton, Bassa, Allen, Worthy e Gillotte sono rimasti a riposo; l’assenza di Sneed era programmata, mentre Norman-Lott è rimasto in PUP.
Fields ha avuto anche qualche ripetizione con la prima squadra. Non è un ribaltamento delle gerarchie e non avrebbe senso trattarlo come tale, soprattutto dentro una seduta così leggera. È però un test utile per misurarne timing e sintonia con i titolari, mentre l’aumento progressivo del lavoro di Rice resta il segnale gestionale più importante della giornata.
…e quindi?

La prima risposta riguarda Mahomes. Non è semplicemente tornato in campo: ha aumentato progressivamente il lavoro, affrontato gli 11 contro 11 in pads, lanciato in movimento e mostrato una mobilità che nei report non ha prodotto campanelli d’allarme. Il percorso resta da gestire, ma fin qui ogni giornata ha aggiunto qualcosa senza chiedergli troppo.
La seconda risposta è tattica. Lo screen game sembra destinato a tornare centrale e Walker possiede esattamente le qualità necessarie: accelerazione, visione nel traffico e yard dopo la ricezione. Con blocchi come quello mostrato da Trey Smith, Reid può recuperare una delle sue armi preferite e usarla per rallentare pass rush troppo aggressivi.
La terza riguarda la competizione. Gray ha dominato una giornata in red zone; Allen ed Evans hanno portato esplosività; Armstrong e Thornton hanno trovato giocate importanti; Roland-Wallace e Conner sono stati presenti quasi ogni giorno. Il camp non assegna posti per acclamazione, ma questi nomi hanno cominciato a costruire un caso credibile.
La competizione non si ferma ai giocatori di posizione. Benson ha ricevuto abbastanza lavoro con i titolari da rendere reale il confronto con Moore a right tackle, mentre Smith prova a guadagnarsi spazio alle spalle di Walker. Sono battaglie meno adatte alle clip sui social, ma possono incidere sulla struttura dell’attacco e persino sulle decisioni economiche del roster.
E poi c’è la difesa. Intercetti, palloni deviati, pass breakup e fumble provocati non sono ancora una garanzia statistica per la stagione. Sono però il segnale di un gruppo che sta cercando il pallone, non limitandosi a completare lo snap. Conner, in particolare, sembra avviato a diventare ancora più centrale per la sua capacità di muoversi tra slot e safety.
Il vero freno sono gli infortuni. Worthy e Allen hanno perso più sedute, Gillotte non è ancora rientrato e diversi veterani sono stati fermati per precauzione. Nessuno vince il Super Bowl il 6 agosto. Qualcuno, però, può complicarsi parecchio la strada già in estate: per questo la gestione dei carichi conta quanto una presa spettacolare.
Otto allenamenti non ci dicono ancora che squadra saranno i Chiefs. Ci dicono però che Mahomes sta ritrovando il proprio football, che Reid ha un nuovo giocattolo nello screen game e che diversi giovani non sono venuti a St. Joseph soltanto per fare numero.
A ferragosto arriverà anche la PreSeason con la Week 1 contro i Los Angeles Rams.
Il resto arriverà.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz

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