A volte non servono metafore, giri di parole o equilibrismi da conferenza stampa.
A volte basta Dave Toub.
Il coordinatore degli Special Teams — e assistant head coach — è stato infatti il primo a dire quello che tutti stavano pensando.
Gli chiedono qual è la differenza tra questi Chiefs da 6-7 e quelli che un anno fa volavano sul 12-1.
E lui, secco come un calcio piazzato con vento laterale:
“Questo significa che facciamo schifo?” ha chiesto. “Sapete che io dico sempre quello che penso.”
Ecco. Fine del dibattito.

Perché Toub — come Matt Nagy e Steve Spagnuolo — non sta cercando scuse.
Non c’è zucchero, non c’è glassa, non c’è il solito “we’ll get it fixed” che ha accompagnato anni di dominio.
C’è solo la realtà: Kansas City si è infilata da sola in una situazione che qui non vedevamo da più di dieci anni.
Una situazione in cui parlare di playoff non è ottimismo… è quasi fantascienza.
Toub è onesto:
“Non stiamo facendo tante giocate decisive sugli special team come l’anno scorso, nei momenti chiave. Ed è frustrante.”
E ha ragione. Penalità nei momenti peggiori, turnover regalati, turnover mancati, big plays evaporate.
Tutto ciò che definiva i Chiefs dell’Era Mahomes sembra essersi improvvisamente ingolfato.
Nagy non riesce nemmeno a togliersi dalla testa il momento chiave dell’ultima sconfitta: quel 4th&1 sulle nostre 31 in una partita ancora viva contro Houston.
“Non dormi per due giorni. Quest’anno in molte di quelle situazioni eravamo andati bene.”

Spagnuolo, da generale consumato, è il più realista del gruppo:
“Non credo che nessuno pensasse che saremmo arrivati a dicembre con sette sconfitte, ma questa è la realtà. Finché qualcuno non ci dice ‘avete finito di giocare’, noi ogni settimana torneremo qui a lavorare.”
E questa, forse, è la frase che definisce la stagione.
Perché parliamoci chiaro: trovarsi sotto .500 così tardi nell’anno non succedeva dal 2012.
È la prima volta nell’era Reid che la squadra non riesce a mettere insieme almeno cinque vittorie di fila.
I calcolatori danno un 12% di possibilità di playoff, che diventerebbe un 47% se i Chiefs le vincessero tutte da qui a fine stagione.
Appunto: se.

Nagy prova a tenere salda la barra del timone:
“Abbiamo garantite quattro partite. Assicuriamoci di capire che tutti abbiamo un lavoro da fare… dobbiamo migliorare. Lo stiamo dicendo, ma non sta succedendo. Dobbiamo fidarci l’uno dell’altro e scavare più a fondo. Non è facile, ma è l’unica scelta che abbiamo.”
È nuovo territorio, come dice lui stesso:
“Questo è territorio inesplorato per noi. Quindi come lo affrontiamo?”
Quattro partite per dimostrare che questa squadra ha ancora qualcosa da dire: Chargers, Titans, Broncos a Natale, Raiders per chiudere.
Quattro partite per capire se il Kingdom è in pausa… oppure, ma non credo, se davvero alla fine di un ciclo.
Quale che sia la risposta, noi restiamo qui.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz
