Gli OTAs (Organized Team Activites) appena terminati a Kansas City non sono ancora football vero.
Non lo sono per definizione: niente contatto, niente pads, niente verità definitive.
Eppure, chi conosce il Kingdom sa bene che è proprio qui che si iniziano a leggere le prime tracce della stagione.
Non nei risultati. Ma nei dettagli.
E la seconda settimana di OTAs dei Kansas City Chiefs ha confermato esattamente questo: una fase in cui tutto è ancora leggero, ma nulla è davvero casuale.
Le rotazioni, i target, le prime connessioni, i primi segnali tra quarterback e nuovi ricevitori.
È un football senza impatto, ma non senza significato.

Mahomes e il ritmo dell’installazione
Patrick Mahomes è al centro di tutto, come sempre, ma con un approccio calibrato al rientro all’infortunio.
Le sue sessioni si dividono tra lavoro individuale e periodi di 7-on-7 (gli 11 contro 11 gli sono ancora preclusi), con gestione dei carichi e nessuna forzatura.
Il punto chiave non è la spettacolarità, ma la continuità dell’installazione offensiva: timing, letture, sincronizzazione con i ricevitori. È una fase in cui l’attacco non sta cercando nuove identità, ma sta consolidando quelle esistenti.
E anche quando le giocate emergono — come touchdown o connessioni in red zone riportate nelle sessioni — il contesto resta sempre lo stesso: costruzione, non esplosione.

Xavier Worthy: impatto immediato
Tra i nomi più evidenti di queste OTAs c’è senza dubbio Xavier Worthy.
Il numero #1 continua a essere uno dei profili più esplosivi nel gruppo ricevitori e viene utilizzato in situazioni in cui la sua velocità verticale diventa un fattore immediato.
Separazione rapida, minaccia profonda costante e capacità di trasformare anche piccoli spazi in potenziali big play.
È uno dei profili su cui lo staff sta investendo più attenzione in questa fase iniziale, proprio per capire quanto rapidamente possa tradurre il suo atletismo nel sistema Chiefs.

Tyquan Thornton: il contributo verticale
Un altro nome emerso chiaramente nei report è quello di Tyquan Thornton.
Il suo impatto arriva soprattutto in profondità, dove viene coinvolto in giocate verticali e situazioni di campo aperto.
Tra i momenti più rilevanti della settimana c’è anche una connessione in touchdown con Mahomes durante le sessioni di team.
Thornton è uno di quei giocatori che nelle OTA tende a emergere naturalmente quando lo spazio si allunga: velocità pura e linee verticali sono il suo linguaggio.

Il gruppo difensivo: Hicks e Delane in evidenza
Sul lato difensivo, il focus è chiaramente sullo sviluppo dei giovani.
Jaden Hicks continua a mostrare presenza nelle rotazioni secondarie, con interventi attivi sulle traiettorie e capacità di lettura nelle situazioni di passaggio. È uno dei nomi che lo staff osserva con attenzione per il suo potenziale nel backfield difensivo.
Accanto a lui, il rookie Mansoor Delane ha registrato azioni difensive significative, inclusi passaggi deviati in situazioni di 7-on-7. Un segnale importante in questa fase, dove la reattività mentale vale più del contatto fisico.
Anche altri giovani difensori come Kevin Knowles, Kaiir Elam e Jeffrey Bassa vengono inseriti nelle rotazioni per valutazioni situazionali, con l’obiettivo di ampliare la profondità del gruppo.

Kenneth Walker: presenza nel gioco aereo
Tra le note offensive, emerge anche il coinvolgimento di Kenneth Walker nel passing game.
Il running back viene utilizzato non solo come portatore di palla, ma anche come opzione sul corto e medio raggio, con ricezioni dal backfield e lavoro dopo il catch.
Un segnale della volontà di ampliare il suo utilizzo all’interno del sistema.

Harrison Butker: la distanza come routine
Nel reparto special team, Harrison Butker sembra aver ritrovato la sua proverbiale affidabilità, dopo una stagione 2025 non cristallina.
Le sessioni riportano conversioni anche da distanza molto elevata, fino a field goal da circa 58-59 yds, a testimonianza di un range ormai consolidato e stabile.
In un contesto come quello dei Chiefs, dove ogni possesso può pesare, la sicurezza sul piede diventa un’arma strutturale.

Il ritorno di EB
Il ritorno di Eric Bieniemy aggiunge una dimensione completamente diversa all’ambiente offensivo dei Chiefs in questi OTAs.
Dopo le esperienze fuori Kansas City — tra Commanders, UCLA e Bears — il suo rientro come offensive coordinator riporta nel sistema non solo un volto familiare, ma soprattutto una filosofia ben riconoscibile: intensità, disciplina e richiesta costante di esecuzione.
Andy Reid ha sottolineato pubblicamente quanto la sua energia e la sua esperienza siano un valore aggiunto per un gruppo che arriva da una stagione complicata e in cerca di identità offensiva.
All’interno dello spogliatoio, la sua presenza viene percepita come un ritorno a standard elevati, con particolare attenzione alla responsabilità dei giocatori e alla qualità dell’esecuzione, soprattutto nelle fasi di installazione del gioco di passaggio e nello sviluppo dei giovani talenti.

La sensazione complessiva
La seconda settimana di OTAs dei Chiefs non ha prodotto verità definitive. E non era quello il suo compito.
Ha però chiarito alcune direzioni:
- un attacco che sta consolidando il timing con i nuovi e i giovani ricevitori
- un Mahomes inserito in un lavoro di rifinitura più che di costruzione, fisicamente sta bene
- un gruppo di rookie difensivi che sta entrando gradualmente nel sistema
- una depth chart ancora aperta in diversi ruoli chiave
È una fase in cui non si definisce la stagione. Si definisce la base su cui la stagione verrà letta.
E a Kansas City, questa distinzione non è mai secondaria.
Il prossimo appuntamento per i Chiefs è il minicamp obbligatorio, che si terrà il 9 giugno.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz

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