15 gennaio 2018, Arrowhead Stadium, Kansas City, Mo.
È una serata fredda e nuvolosa, tipica del Missouri. Sono le 17:40, ora locale, ed il termometro segna -7°C…fuori dallo stadio. Dentro, 77.034 spettatori cantano e urlano, surriscaldando un ambiente entusiasta: dopo 49 anni di tante delusioni e poche piccole soddisfazioni, è cominciata l’era Mahomes. Un QB come non se ne erano mai visti, rivoluzionario, geniale, spettacolare: il messia (sportivo) che qualsiasi tifo aspetta e spera. È al suo primo anno da titolare e ad ogni partita fin qui ha dato spettacolo, tanto da fargli meritare da subito quel nomignolo che si da solo ai grandi: Magic. I Chiefs arrivano al Championship dopo un meritato quanto ovvio bye week, mentre al divisional si sono liberati con imbarazzante normalità di una volitiva Indianapolis.
Di fronte si trovano la squadra che ha dominato gli ultimi tre lustri di NFL, i Patriots del più geniale allenatore forse di sempre: William Stephen “Bill” Belichick. New England arriva col solito squadrone, solido difensivamente e con un attacco costruito su misura sul QB che ha caratterizzato quella generazione: Thomas Brady, una scoperta di Belichick, preso al sesto giro del draft 2000. Brady, il QB più vincente di sempre, è un QB di impostazione classica, dal rilascio veloce e pulito, dalla lettura immediata, ma che fa della sua ferrea determinazione la sua arma principale. Manca del tutto di mobilità, ma costruitegli intorno una task inespugnabile e vi troverete automaticamente un attacco competitivo.

La partita scivola veloce su un binario inaspettato quanto temuto dai padroni di casa. I Patriots, reduci anch’essi da bye week e dopo essersi agevolmente liberati nel Divisional Round degli evanescenti Chargers, funzionano come un orologio e con un TD per quarto vanno all’intervallo sul 14-0. Nel primo tempo non c’è stata partita: tra flag e sack i Chiefs han perso tante yard ed il passivo sarebbe stato anche peggiore se Reggie Ragland non avesse intercettato Brady in end zone.
Ma Mahomes, forse bloccato dalla tensione, nel secondo tempo si sveglia e prende in mano la squadra. Torna la magia ed i Chiefs cominciano a giocare e a far punti. L’inerzia della partita man mano cambia: il terzo quarto finisce finalmente con un parziale a favore dei Chiefs di 7-3. Brady capisce che la musica è cambiata ed è battaglia. New England non ci sta e lotta con tutte le forze, ma dall’altra parte Mahomes continua a crescere ed il finale è coi fuochi artificiali: il parziale (del quarto quarto) è di un roboante 24-14 a favore dei Chiefs, con un FG realizzato da Harrison Butker quando il cronometro segna sei secondi. Si va all’Overtime.

L’infausto coin toss dà il possesso ai biancoblu, che con 13 giocate percorrono le 75 yard necessarie per andare in touchdown con Rex Burkhead: 4 minuti e 52 secondi di Overtime in cui i Chiefs perdono senza che Magic Mahomes abbia potuto lanciare un solo pallone.
Delusione e frustrazione sono due dei sentimenti dominanti che segnarono lo stato d’animo dei tifosi Chiefs nei mesi a seguire, caratterizzati da un forte senso di ingiustizia subita. Tante recriminazioni (l’intercetto annullato a Charvarius Ward per una mano in neutral zone di Dee Ford…), tante accuse (l’inusitato roughing the passer chiamato a Chris Jones…), tanti bei discorsi di giustizia (l’overtime non è equo così come concepito…)…ma la realtà è semplicemente una: la rabbia di aver perso quando si sentiva il Super Bowl ormai a portata di mano non è superabile in tempi brevi.

Poi a distanza di tempo, quando la parte emotiva si placa e la parte razionale ritorna a prevalere, ti rendi conto che l’Overtime è solo uno degli strumenti con cui si potrà decidere chi va avanti, e finchè ci sarà uno sconfitto non sarà mai perfetto.
Solo dopo, a distanza di anni, possiamo ammettere che quella squadra del 2018 aveva una difesa non all’altezza e che quei Patriots, con quell’allenatore, meritavano più dei Chiefs.
Per la cronaca, dopo quella partita i Chiefs licenzieranno il defensive coordinator Bob Sutton, per assumere Steve Spagnuolo, attuale DC, e firmeranno due forti difensori: la safety Tyrann Mathieu e il defensive end Frank Clark. L’anno dopo vinceranno il Super Bowl con tre memorabili partite di Playoff.
I New England Patriots invece vinceranno contro i Los Angeles Rams in quello che sarà il più brutto Super Bowl della storia. Due squadre dalle grandi difese, dove quello che prevalse fu ancora una volta il genio di Belichick che riuscì a spegnere un altro attacco stellare…. ma questa è un’altra storia.
Red Canvas

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