Commentare la partita di AFC Championship tra Kansas City Chiefs e Cincinnati Bengals è difficile, molto difficile, anche se, di fondo, rispecchia la strana Season di KC. Dopo esserci scervellati, partita dopo partita, per cercare di interpretare e spiegare la folle involuzione della squadra, man mano che arrivavano le W ci siamo tranquillizzati, fino ad entusiasmarci quando abbiamo visto ritornare la magia del 15 rosso. Si, è stato un crescendo culminato nell’apoteosi del “13 seconds game” dove Patrick Mahomes ha abbassato gli scudi ed ha mostrato a tutti la sua immensità. Quell’entusiasmo si è abbattuto sui poveri Bengals che impotenti si sono ritrovati rapidamente sotto di 21-3!

Con lo stile che contraddistingue il Magic Mahomes, fatto di ritmo e genio, la partita sembrava finita. Sembrava, perché poi nel secondo tempo l’Offense resta nello spogliatoio e la difesa, per quanto valida e determinata, senza il supporto dell’attacco da sola non può chiudere la partita, non con questo Joe Burrow anch’egli in formato Magic e trascinatore della squadra. I Chiefs riescono a raggiungere in extremis un drammatico field goal con cui si trascinano ai supplementari, anche vincendo il coin toss, ma ormai l’inerzia non cambia ed il karma è segnatamente negativo. Il presunto vantaggio del primo possesso finisce subito e nel peggiore dei modi, dopo due incompleti su Robinson (il che già lascia perplessi) PM lancia lungo su Tyreek Hill e rocambolescamente Vonn Bell intercetta. A quel punto a Cincinnati basta percorrere una quarantina di yards conservative per calciare in sicurezza il Field Goal che vale un Super Bowl.
Ancora una volta, quest’anno KC recita …Jekill e MrHyde. Nel momento peggiore. Ma è l’intera stagione che così è andata e alla fine è giusto che così finisca. Non ha vinto la squadra più forte, ma ha vinto quella che l’ha voluto di più. Perché nei Chiefs, quella squadra che incanta col suo trio d’attacco, che sarà ricordato come uno dei più forti di sempre, quella squadra che ha già scritto pezzi di storia, dal Super Bowl perso si è rotto qualcosa.
Torniamo alla partita con Cincinnati per capire finalmente cosa è successo in questo secondo tempo. L’episodio che causa il blackout mentale di Mahomes (ma anche di Coach Reid come vedremo più avanti) accade a pochi secondi dall’intervallo. I Chiefs sono arrivati di slancio a ridosso dell’end zone, sono solo a 1 yard e hanno 9 secondi sul cronometro, ma zero timeouts. Il primo tentativo è incompleto e lascia 5 secondi. Reid chiama per i 3 punti ma PM gli corre incontro e gli dice che è sicuro di farcela. Reid cede al suo pupillo (e chi si sognerebbe di dire di no ad un Mahomes finora in palla) e si va a giocare. Il QB lancia corto su Hill che viene letteralmente abbattuto dagli arcigni difensori. Mahomes scatta a chiamare un timeout che non c’è ed il punteggio non cambia. Certo l’occasione era ghiotta per chiudere la partita, ma anche un FG la avrebbe di fatto chiusa. E d’altra parte se PM non avesse mal ricordato i timeouts rimanenti, anche la sua giocata sarebbe stata diversa. Al ritorno in campo Zac Taylor rimischia le carte, usa le due safety per raddoppiare, arriva a lasciare solo tre uomini sulla Difensive Line per chiudere tutti gli spazi e i Chiefs ci ricascano con tutti e due i piedi, come nella partita di Regular Season.

Vada il blackout di PM, ma Andy Reid per la seconda volta si fa trovare impreparato alle contromosse di Taylor. Non realizza che Mahomes è imballato: sarebbe bastato che si fosse girato per vederlo lì, sulla panchina, incupito e muto, come se avesse già perso. Eppure giocando RPO a manetta Nick Foles ebbe ragione della pazzesca difesa dei New England Patriots al Super Bowl LII, così come Bill Belichick quest’anno ha fatto fare una patetica figura ai Buffalo Bills martellandoli sotto la neve col running game. Le soluzioni ci sono, e se non si conoscono si cercano. Lì davanti, per quanto buona, KC non aveva né la difesa dei Patriots 2017 né quella dei Bills 2021. E invece l’attacco stellare dei Chiefs nella seconda metà della partita ha messo a tabellino solo tre punti!
Due osservazioni per spiegare i blackout mentali di quest’anno.
Una è sulla persona Mahomes. Al di là di tutte le stupidaggini e meschinità lette su vari siti e forum, PM è un ragazzo semplice e mite. In tutte le partite che ha giocato, non ha mai provocato, istigato o cercato la lite. Ha sempre avuto un atteggiamento rispettoso e positivo con gli arbitri, anche se finora non è mai stato protettocome accade per altri QB. L’unica volta in cui finora l’ho visto reagire ad un avversario (gli gridò “I’m a beast”) fu al Super Bowl coi 49ers, quando Jimmie Ward gli si catapultò contro volontariamente da criminale, facendo schizzare la palla oltre la sideline. Il suo mondo tranquillo è marcato da una compagna adorante e da una madre iperprotettiva (non sto a citare i tanti episodi). Dà l’idea, alla luce di questa stagione, di una certa quale vulnerabilità psicologica: insomma gli manca un po’ di “cazzimma” ovvero di cattiveria agonistica. Quella che non ti dà il tempo di abbatterti, quella per cui vuoi vincere a tutti i costi, quella per cui non molli mai, che tu stia in vantaggio o in svantaggio anche di 28 punti.

La seconda osservazione riguarda la squadra ed è qualcosa che si era già notato dall’anno scorso. I Chiefs sono una grande squadra, sono non forti ma fortissimi, e loro lo sanno. Lo hanno dimostrato tante volte, svalangando di punti l’avversario di turno e poi rimanendo a gestire. Questa consapevolezza mal incanalata ha generato sufficienza. L’effettiva superiorità e la maniera di Andy Reid di gestire le partite hanno generato la disabitudine a lottare e soffrire. Tampa, Cincinnati, hanno avuto un denominatore comune: avevano paura dell’avversario! I Chiefs se non temono l’avversario e si manifesta un ostacolo imprevisto (e con la gestione di Reid del gioco basta un casuale turnover per riaprire la partita) hanno dimostrato di non avere più la forza mentale, la determinazione di riprendere e vincere la partita. E quando arrivi ai Play Off, la differenza con gli avversari non è più tanta, conta di più la fame, la voglia e la determinazione di vincere.
Su questi aspetti i Kansas City Chiefs dovranno lavorare tanto, altrimenti temo che la lista delle occasioni perdute si allungherà. E nel football il vincente è solo uno: quello che esce dal Super Bowl col Lombardi Trophy in mano.!
Red Canvas

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