E’ l’Armageddon?

Armageddon. Come esprimere diversamente lo stato d’animo del Kingdom, dopo il terremoto che lo ha squassato? Signori, “Cheetah” è stato tradato: il trio più letale della NFL moderna non esiste più. I forum si sono incendiati e il dolore è evidente, tutti hanno bisogno di parlare, di dire la propria e di ascoltare gli altri: lo sgomento ha paura della solitudine! Diciamolo subito però: la mossa è commercialmente azzeccatissima, vantaggiosa e opportuna…forse addirittura un capolavoro. Ma lo sport è anche sentimento, è amore per i propri colori, è amore per il gesto atletico, è amore per la leggenda. E oggi, adesso, è il momento della sofferenza (sportiva, naturalmente).

Ma cosa è successo? Ok, ricominciamo daccapo. Cheetah, al secolo Tyreek Hill, già velocista mondiale (una medaglia d’oro e una di bronzo ai mondiali juniores 2021 a Barcellona), solo 165ma scelta (quinto giro) al draft NFL 2016, già 6 volte Pro Bowl, già 3 volte All Pro, già SuperBowl Champion nel 2019, idolo del Kingdom, detentore di una variegata serie di record e di azioni leggendarie (cito le prime che mi vengono a mente: la wasp che cambiò l’inerzia del SB vinto contro i 49ers e lo slalom chiuso in touchdown contro i Buffalo Bills nel Divisional Round del 2022), da sempre colonna portante dei Chiefs…è passato ai Miami Dolphins. La decisione è stata presa di comune accordo dalle due parti, come racconta lo stesso Drew Rosenhaus, suo agente. Già la scorsa stagione era stato chiesto ad Cheetah di ristrutturare il contratto, nel tentativo di guadagnare CAP per poter rinforzare una squadra che doveva puntare al SB. Hill rifiutò, ma tutto sommato non gli si poteva dare torto, avendo un salario già abbastanza contenuto per il valore del giocatore. Quest’anno la Società ha intavolato tempestivamente una trattativa per l’estensione del suo contratto, proponendogli un salario adeguato alle sue aspettative. Tutto stava procedendo regolarmente quando la bomba del trasferimento dell’elite WR dei Green Bay Packers, Davante Adams, ai Las Vegas Raiders per una cifra monstre di 141 M in 5 anni ha fatto saltare tutto. Alzando l’asticella salariale, la cifra è diventata proibitiva per Kansas City. E sconveniente. Hill ha 28 anni, ora è all’apice della sua carriera e quindi del suo valore di mercato. Un contratto lungo e oneroso sarebbe stato sopportabile all’inizio, ma poi sarebbe divenuto un macigno, sia per l’inevitabile declino dell’atleta sia per il dead money che avrebbe generato nell’ipotesi di una chiusura prematura del rapporto. Scambiato ora, è stato un affare per entrambi e soprattutto permette alla franchigia di restare competitiva anche nei prossimi anni. D’altronde i New England Patriots hanno costruito la loro dinastia non riempendosi di superstar (strategia ideale per un all-in, ma improponibile economicamente per periodi più lunghi), ma piuttosto creandole e scambiandole per tante picks per avere un ricambio di talenti a basso costo. E difatti la trade di Tyreek ha accontentato entrambi. Hill ha avuto i suoi 120 M in 4 anni (in Florida, che gode pure di agevolazioni fiscali), ma soprattutto i Chiefs hanno ricevuto:

  • Al draft 2022: first-rounder, second-rounder, fourth-rounder picks;
  • Al draft 2023: fourth- rounder and sixth-rounder picks.

Visualizziamo il quadro attuale per capire meglio:

Credo che i commenti siano superflui…specie se consideriamo il fiuto che KC ha mostrato al draft: già l’anno scorso, ove avevamo poche scelte e di minore qualità, sono emersi due talenti assoluti come Nick Bolton e Creed Humphrey, oltre a Trey Smith, che si sono guadagnati un posto in prima squadra dal primo snap.

E ora, cosa aspettarci da quest’anno? L’anno scorso la priorità era la OL e Brett Veach ha risposto all’altezza. Aggiungendoci un paio di innesti nel resto della squadra siamo arrivati a un soffio dall’obiettivo primario. Quest’anno i needs erano soprattutto in difesa: 1-2 CB, 1 LB e 1 S, e magari anche un rinforzo sulla linea di scrimmage. Oltre a un WR2 di peso, dopo il parziale fallimento dei vari Byron Pringle, Demarcus Robinson e Mecole Hardman. E invece ora, ancora ad un mese dal draft, ci troviamo con una offense che vede:

 Mahomes (QB) – Kelce (TE) – Valdes Scantling (WR1) – Smith Schuster (WR2) – Gordon/Coleman (WR3) – Knox (RB).

In pratica attorno a PM è stato costruito un attacco completamente nuovo, tranne che per Travis Kelce, fortunatamente. La OL sostanzialmente resta la stessa, anche se il sentore è che Orlando Brown jr, per ora solo sotto non exclusive franchise tag, non possa esser dato per scontato.

Nota di merito per il genio del General Manager dei Chiefs Veach, che con una mossa intelligentissima ha trasforamato lo stipendio concordato con JoeThuney in signing bonus, aiutando a liberare spazio salariale: attualmente, con la trade di Tyreek Hill, i Kansas City Chiefs hanno un cap space di ben 26,2 M, secondi nella lega (prima eravamo penultimi ed in negativo).

Anche in difesa la rivoluzione è evidente: via Hitchens, Sorensen, Ward, Mathieu, Reed, Hughes. Dentro per ora solo l’ottimo Justin Reid e qualche carneade di belle speranze (Luq Barcoo, Elijah Lee, Deon Bush). Aspettando di vedere arrivare i nuovi volti della Defense, le notizie più importanti sono la riconferma di Derrick Nnadi, il rientro di Blake Bell e Andrew Wylie, ma soprattutto la ristrutturazione del contratto di Frank Clark, che si temeva di dover salutare al primo giugno (spiego: ha un salario ritenuto troppo alto per il suo pur buon rendimento, ma è intoccabile per l’elevato dead money. Se però rilasciato a giugno avrebbe di molto ridotto il dead money e dunque sarebbe stato sacrificabile).

In effetti ci si aspettava dei cambiamenti, ma non una rivoluzione di questa portata. È come se dovesse iniziare un nuovo ciclo. E qui il pensiero non può non andare a come strana è stata la stagione appena finita. Premesso che sportivamente la ritengo comunque positiva, anche e soprattutto per la leggendaria pagina di storia che ci ha regalato il Divisional coi Bills, ci sono state tante cose anomale a inizio stagione e che hanno trovato il loro epilogo in quell’inspiegabile secondo tempo del Championship con Buffalo. Alcuni siti, non ufficiali, anzi direi autoreferenziali, hanno parlato anche con cospicua dose di dettagli di una frattura tra Eric Bienemy e la squadra. I sospetti ci sono, personalmente credo che qualcosa sia effettivamente successo in quello spogliatoio: fatto sta però che Bienemy è ancora lì e tanti giocatori sono invece andati via. Col tempo capiremo meglio, suppongo.

Dunque tirando le somme, abbiamo:

  • Attacco rivoluzionato
  • Difesa in ricostruzione
  • Almeno 8 picks di elevato valore (e una manciata di altre picks al settimo giro)
  • Un calendario duro per valore degli avversari (valutato sesto per difficoltà)
  • Una divisione, la AFC West, divenuta di gran lunga la più competitiva della NFL.

Concludo. In Veach we trust per cui siamo certi che dal draft arriveranno dei grandi prospetti, ma tutto ciò significa che ci sarà da soffrire mentre non si forma il gruppo, l’alchimia tra i giocatori, il sincronismo dei movimenti….

Quindi per la nuova Regular Season aspettiamoci un inizio incerto e qualche delusione, ma poi man mano sarà un crescendo e, sicuramente soffrendo, arriveremo ai Play Off. E poi si vedrà.

Red Canvas

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