Istantanee dal SuperBowl LVIII

Di questo SuperBowl ormai è stato scritto tutto e di tutto, per cui proveremo ora ad approcciarlo con un’altra angolazione: tante varie istantanee, in cui “fotografiamo” momenti particolari che magari sono sfuggiti.

Partiremo dalla fine e faremo scorrere il tempo a ritroso.

1.

Io credo che la scena più simbolica di quel che si è consumato a Las Vegas sia MVS che pianta la bandiera dei Kansas City Chiefs: la fluida forza del movimento, lo sfondo della cornice delle tribune gremite ed i “confetti” sospesi nell’aria, ma soprattutto il punto in cui viene infilzata l’asta –il logo NFL– rappresenta benissimo questa dinastia che si è “abbattuta” sulla National Football League e la va a dominare. È un momento di trionfo vero, concreto, senza se e senza ma: i Chiefs dati sempre come underdogs in tutte e 4 le partite dopo la Regular Season, hanno costantemente ammutolito i loro detrattori. Il messaggio è fin troppo chiaro: chiunque voglia arrivare in fondo al gran ballo, dovrà prima vedersela coi Chiefs!

2.

Cambiamo zona e spostiamoci sulla sideline: Patrick Mahomes che corre a bordo campo, lascia andare il casco e fa un tuffo liberatorio come in una piscina: è un gesto mistico, intriso di incredulità e di gioia….ce l’ha fatta ancora una volta, contro tutti i pronostici e ancora una volta è stato lui l’artefice, il protagonista….l’MVP…per la terza volta!!

3.

Andiamo verso la nostra panchina e vediamo…nientedimeno che Reid, dico Andy Reid che si lascia andare e si butta sopra un Chris Jones coricato a terra, un altro dei protagonisti determinanti di questo SB per noi indimenticabile. È veramente bello vedere Andy lasciarsi andare ad una gioia vera, quasi infantile, e con uno dei suoi pupilli, uno di quei ragazzi in cui tanto ha creduto e che tanto gli devono.

4.

Scorriamo a ritroso il film della partita: palla ad Mecole Hardman e touchdown. L’ultimo superstite di quella che fu chiamata “Legion of Zoom” (i wr del 2019: Tyreek Hill, Mecole Hardman, Sammy Watkins, Byron Pringle e Demarcus Robinson) confesserà ai microfoni che quando ha visto arrivargli il football si è sentito svenire. Anche noi Mecole, anche noi! E dopo la famosa chiamata “Wasp”, ora agli amici californiani resterà impresso anche ”Tom and Gerry”!

5.

Acceleriamo il reverse del match: toss coin (?!). Dalle dichiarazioni post partita dei protagonisti, si scopre quanto San Francisco fosse stata impreparata per l’overtime e quanto invece fosse stata meticolosa la preparazione dei particolari da parte dei campioni uscenti. Si viene infatti a sapere che i 49ers non avevano mai discusso dei supplementari, al punto che alcuni giocatori non conoscevano neppure le nuove regole. Invece, lato Missouri, veniva dedicata una sessione settimanale all’OT. Ed ecco immortalata su tutti i social la faccia e, soprattutto, gli occhi increduli del GOAT quando Fred Warner sceglie il possesso della palla. O la feroce determinazione di Travis Kelce quando commenta la scelta fatta dagli avversari.

6.

A proposito di Warner, ecco un altro flash che ci porta dritti nei tempi regolamentari: il più temuto ed osannato LB di San Francisco che viene totalmente dominato dal nostro C, Creed Humphrey, che lo porta a spasso per il campo fino a scaraventarlo oltre la sideline. Chi ha visto The Blind Side alzi la mano!

7.

E visto che ci siamo spostati a bordo campo alziamo lo sguardo alle tribune: come non amare Taylor Swift e riconoscerle lo status di membro vero del Kingdom? Tra le inquadrature dei vari VIP, preoccupati più del loro calice di vino bianco che della partita, e la dolce Taylor che si mangia le unghie per il nervosismo, preferiremo sempre lei ed il suo passionale tifo per i Chiefs (e per il più grande TE di tutti i tempi). Vederla saltare, urlare ed abbracciarsi a Blake Lively al TD finale ce l’ha fatta sentire come una di noi.

Doverosa menzione anche all’intera famiglia Kelce, presente assieme all’intera famiglia Swift sulla tribuna fittata da Travis per tutti loro alla cifra (si dice) di ca. 1 M di dollari. E chapeau a Jason: alla sua carriera e alla sua splendida famiglia. Sarai un’icona per tutti quelli che amano questo sport, indipendentemente dai colori che tifano (stiamo scrivendo a valle del suo commovente addio al football giocato).

8.

Torniamo a bordo campo e dobbiamo menzionare una scena che ha fatto molto discutere sui social: Kelce che urla a muso duro al suo Coach tutta la sua frustrazione per non essere in campo in quel momento. Un atteggiamento che tutti condannerebbero, ma che Reid sembra non notare, concentrato come è in quel momento: stiamo parlando del fumble di Isiah Pacheco che ha reso nullo un gran drive dei Chiefs. Chi conosce Kelce sa che è una persona passionale, vera, che dà l’anima per la squadra. Reid queste cose le sa meglio di noi, ovviamente, e sicuramente sa quando lasciare più spazio alla veemenza dell’uomo e permettergli di caricarsi. I fatti daranno ragione a Reid: Kelce nel secondo tempo sarà un ariete e farà una delle sue prestazioni monstre.

9.

E a proposito di fumble, sempre andando a ritroso nel tempo, soffermiamoci sul fumble di Christian McAffrey. Protagonista (negativo) di quest’altro flash della partita è George Kittle. Si distrae per schernire George Karlaftis e non vede il fumble a due metri da lui. Sferoide prontamente ghermito da Karlaftis che sarà uno dei protagonisti della partita, a differenza del povero Kittle che resterà un punto sfocato della sua squadra. Piccola differenza di concentrazione?

10.

Per concludere, una immagine del prepartita che regala una piccola soddisfazione ai tifosi di Kansas City: lo spogliatoio dei Las Vegas Raiders coi colori dei Chiefs. Sì perché in questo SB i Chiefs erano designati squadra di casa (ogni anno si alternano la squadra campione AFC e la squadra campione NFC) e quindi spettava loro lo spogliatoio “home”, ossia quello dei Raiders.

Altro che Black Hole

RED CANVAS

Be the first to comment

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Follow by Email