SUPERBOWL CHAMPIONS!

12 febbraio 2023, Glendale, Arizona: allo State Farm Stadium arriva la consacrazione dei Kansas City Chiefs come nuova Dinastia del moderno football. Mentre le luci dei riflettori su Tom Brady e Bill Belichick si vanno sempre più mestamente spegnendo, le stelle di Patrick Mahomes ed Andy Reid si accendono e in tutto il mondo NFL è canto di guerra per i suoi due nuovi eroi. Anche i più dubbiosi, tecnici o tifosi che fossero, ora cominciano a mitizzare mediaticamente il giovane QB in jersey rosso-oro, rendendolo quasi antipatico come succede ai troppo vincenti o semplicemente a quei personaggi di cui si parla tanto e sempre in maniera esaltata.

Certo era più bello quando sapevamo solo in “pochi” che quel gioiello col numero 15 era diverso da tutti gli altri e che avrebbe rivoluzionato il football americano. Ma nel mondo spietato della NFL conti se vinci, e ora numeri e statistiche dicono che questi Chiefs sono i più forti da quando c’è Mahomes under center. Sarebbe tedioso e forse anche sterile elencare la spaventosa serie di record personali battuti da Mahomes in questi 5 preziosi anni (escludendo l’anno da rookie avendo giocato una sola partita) in cui lo abbiamo visto dominare sul gridirion, ma valgano quelli della squadra: 5 championship consecutive giocate tutte in casa (il che significa aver vinto costantemente la AFC) di cui 3 vinte, 2 SB vinti sui tre giocati, e tutto sempre con un gioco spettacolare ed avvincente. Chi conosce il football sa il peso di questi risultati…chiedete ai Bills dei 4 SB persi!

Dopo questo doveroso omaggio a questa squadra e a questo QB che sta scrivendo la storia, veniamo alla partita, soprannominata dalla solita stampa americana come “the Reid Bowl” (avendo allenato a lungo entrambe le squadre finaliste) o anche “the Kelce Bowl” (in quanto per la prima volta si affrontavano in un SB due fratelli, i Kelce in questo caso). Non a caso le telecamere si soffermavano su mamma Kelce che indossava una simpatica quanto inguardabile maglia, metà divisa Eagles e metà divisa Chiefs.

I Philadelphia Eagles si presentavano come favoriti per il modo in cui avevano dominato la NFC e per le statistiche che li accompagnavano. Oltre ad un Jalen Hurts enormemente cresciuto rispetto all’anno precedente (chiamato al Pro Bowl e candidato al MVP), era fortemente accreditata una pass rush semplicemente inarrestabile (ben 4 uomini con almeno 10 sack ciascuno), una OL pesantissima con ben 3 Pro Bowler (tra cui Kelce senior, fratello maggiore del nostro Travis), un run game dalle stats impressionanti (con un altro ProBowler) e la seconda miglior difesa della NFL per minor yardaggio concesso (con altri 3 ProBowler). Inoltre arrivavano al SB dopo aver letteralmente spazzato via ai PO sia i Giants (7-38) che i 49ers (7-31).

Dall’altro lato i Chiefs arrivavano al SB con una squadra per certi versi acerba, per i tanti talenti grezzi presi al draft, e dopo aver superato con sofferenza i Jaguars e la bestia nera Cincinnati Bengals, entrambe vittorie di una sola lunghezza (rispettivamente 20-27 e 20-23), ma soprattutto con l’incognita della malandata caviglia di PM, in piedi quasi miracolosamente dopo l’infortunio patito a fine secondo quarto della wild card. I Chiefs si presentavano però con 7 ProBowler (5 in attacco, 1 in ST ed 1 in difesa), tra cui l’MVP Mahomes. Punto di forza: un attacco da paura, in cui il diamante Mahomes distribuiva palloni con notevole varietà di target. Paure: la caviglia di Mahomes, che ne limitava la mobilità, sua dote fondamentale. Speranze: la difesa cresciuta nei PO e con un Chris Jones apparso finalmente dominante nei PO.

Il primo possesso è di Philly, che fa subito capire che aria tira andando in td proprio con una corsa di Hurts dopo 5 minuti di gioco. Signori, questo è il SB e bisogna rispondere a tono: Mahomes sale in cattedra e arriva al TD con la metà degli snap occorsi a Hurts: 6 snap in 3 minuti ed il punteggio è pari. La palla torna ai verdi e a noi risale la paura: i campioni della NFC sono tosti e consapevoli della propria forza. Gli Eagles danno infatti prova di forza e con un lancio meraviglioso da 45 yards coronato dalla fantastica presa di A.J. Brown tornano avanti in soli 2 minuti e mezzo. Purtroppo arriva un down inconcludente di Kansas City e sembra calare la nebbia per noi tifosi…ma per fortuna non per la nostra defense che con un monumentale Nick Bolton ruba lo sferoide prolato al QB (in questo caso apparso non brillante) e va in TD con una fuga da 35 yards.

Philly comunque non demorde e prima dell’half time realizza un td ed un field goal, portandosi a +10. Per i Chiefs si fa notte fonda quando Mahomes si fa di nuovo male alla caviglia ed urlando dal dolore esce saltellando …un brivido percorre la schiena del Kingdom, la sensazione di tutti i tifosi è che la frittata è fatta: senza Mahomes questi Eagles sono incontrastati.

Per fortuna al SB l’intervallo dura il doppio e i fisioterapisti fanno il miracolo: Mahomes ritorna in campo in condizioni tali da riuscire anche a correre in maniera abbastanza convincente. Anche mentalmente cambia qualcosa: la squadra si sblocca e comincia a giocare ai suoi livelli, sotto la guida magistrale di PM. Con un paio di letture di PM che sciolgono la determinata difesa degli Eagles mandando in end zone con apparente ed irridente facilità prima Kadarius Toney e poi la matricola Skyy Moore (da vedere e rivedere la loro emozionante gioia), i Chiefs ribaltano ancora una volta il risultato.

Gli Eagles, battuti ma non domi, sono colpiti nell’orgoglio e reagiscono splendidamente riagganciando il pareggio con un drive da 75 yard in 4 minuti, che porta 8 punti grazie a due corse (da sei e due punti ciascuna) di un determinato Hurts.

A questo punto sale in cattedra Andy Reid che riesce a gestire tutto il tempo rimanente, grazie anche a Jerrick McKinnon che si ferma di proposito a qualche inches dalla end zone per bruciare secondi preziosi. Così con il classico calcio da tre punti all’ultimo secondo (o quasi) anche Harrison Butker si consegna alla storia portando in Missouri il terzo Lombardo Trophy.

Quello che sorprende poi sono i numeri finali. Mahomes con un rating stellare di 131,8 si assicura il titolo di SuperBowl MVP del SB sfatando un altro tabù (nessuno prima di lui aveva vinto MVP del campionato e SuperBowl MVP ); la pass rush così temuta non è riuscita mai a mettere le mani su Mahomes; Toney ha effettua il ritorno di punt più lungo della storia del SB…tutti i dati che danno il senso della partita di spessore giocata dai Chiefs e che …la AFC non è la NFC!

Gli Eagles escono a testa alta, è una signora squadra e sarà un piacere incontrarla di nuovo: con i Chiefs hanno dato vita ad una partita spettacolare e dai contenuti tecnici eccezionali.

Non possiamo che augurare loro un in bocca al lupo e…goderci a maggior ragione questo trionfo sportivo!

RED CANVAS

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