A te, bandwagoner dei Kansas City Chiefs.
A te che fino a ieri giuravi amore eterno al rosso e all’oro e oggi, alla prima folata di vento contrario, hai già la mano nell’armadio a cercare un’altra maglia da indossare.
Certo, è facile riempirsi la bocca di “Kingdom” quando le cose vanno bene, quando il vento spinge forte alle spalle e ogni domenica sembra scritta dal destino.
Ma è nel momento difficile che si vede il tifoso vero. Sempre.
Perdonami, ma noi non abbiamo bisogno di te, non ne abbiamo mai avuto bisogno.
Non abbiamo bisogno di chi crede di poter vivere il Kingdom come si sfogliano le offerte di un negozio: oggi questa, domani quell’altra.
Se non credi più nei Chiefs, se il fuoco ti si è spento così in fretta, allora fai pure: cambia di nuovo maglia o aggiungine un’altra alla collezione usa-e-getta che ti porti dietro.
È il tuo modo di stare al mondo e, per carità, vai pure avanti così.
Ma ti prego, non farlo qui e non venire a farci la morale, pretendendo di capire cosa significhi essere davvero parte del Chiefs Kingdom.
Sia chiaro, il vero membro del Kingdom non ha i paraocchi.
Non vive nelle favole, non si racconta che tutto vada sempre bene.
I problemi li vede, eccome se li vede. Sa riconoscerli, sa che ci sono cose da aggiustare, aspetti da migliorare, nodi da sciogliere.
Ma si augura – con la pazienza di chi ama davvero – che verranno risolti.
Si incazza, naturalmente, sta male se non vede cambiamenti, ma non vacilla.
Soprattutto non mette mai in discussione la propria fedeltà al Team.
Mai.
Perché la fedeltà non è negoziabile.
È un patto.
È identità.
Ed arrivo a dirti di più, che se quest’anno dovesse essere un anno senza playoff – e può capitare, succede anche ai migliori, ti ricordo che negli ultimi 7 anni, il risultato peggiore dei Chiefs è stato giocare l’AFC Championship – non cambia niente.
Dispiace certo, ma non è un dramma. Non muore nessuno. Non crolla il cielo, soprattutto non si spegne il cuore.
Non tocca minimamente chi ha scelto la fedeltà come bandiera, come ragione di vita, come promessa che si rinnova ogni maledetta domenica, indipendentemente dal risultato.
Il vero membro del Kingdom non si misura nelle vittorie: si misura nella presenza.
Dalla costanza.
Dal coraggio di stare accanto alla propria squadra quando il rumore si spegne e restano solo la fatica, il dubbio, l’attesa.
E allora, per una volta, sii onesto almeno con te stesso: non sono i Chiefs o il Kingdom che ti hanno tradito… sei tu che non sei mai, veramente, diventato parte di noi.
Noi rimaniamo qui.
Rosso e Oro.
Fieri.
Perché questa è una casa.
E una casa non si abbandona quando la luce della candela tremola: quella luce la si protegge e la si tiene viva, sempre più forte.
GO CHIEFS!
Gianluca Poltz

Be the first to comment